lunedì 13 febbraio 2012

Le mie librerie: la Feltrinelli della Stazione Centrale di Miano

Piccola Premessa
Sarebbe molto bello parlare delle piccole librerie indipendenti, quelle sconosciute e polverose che straboccano di libri. Non ne parlerò per adesso perchè : 1. sono allergica alla polvere, il che m'impedisce di avvicinarmi a questi stereotipi romantici; 2. sono molto concreta; 3. queste librerie sono merce sempre più rara, ma esistono e resistono, ne parlerò prossimamente ( dopotutto gli stereotipi romantici un po' mi piacciono).
Spiego il punto 2: mi duole ammettere che preferisco comprare un libro nelle grandi catene, perchè posso 'raccogliere punti', perchè posso facilmente trovare sconti, perchè posso ciondolare tranquillamente per la libreria senza sentirmi obbligata a fare qualcosa, senza dover dare alcuna spiegazione. Nelle catene però compro solo i libri più "famosi", o i classici, quelli che ti vendono col 3x2, i libri di successo. In realtà pensandoci puoi trovare solo questi libri nelle catene.

La Stazione Centrale
Come si sarà capito, sono spesso in giro, più che altro per la Lombardia. Passo molto tempo ad inseguire treni e in attesa di treni. Minuti che spesso diventano ore in questi giorni di scioperi e freddo e che si assommano ai ritardi cronici.
 La stazione centrale di Milano è diventata negli ultimi tempi una delle stazioni dove preferisco attendere l'inizio dei miei viaggi. Di solito dipende da dove mi porta la metro, quando mi attardo a scendere c'è sempre Lambrate in fondo. Ma aspettare a Lambrate è diventato noioso: perchè sul treno non trovo mai posto per sedermi (e leggere), perchè ha solo una piccola libreria Mondadori con niente d'interessante, che conosco a memoria. In stazione Centrale invece il 24 novembre 2010 ha aperto la Feltrinelli numero 101: una libreria-store, di 4 piani pieni zeppi di libri, cd, dvd e cianfrusaglie varie (= biscotti, grissini, magneti, puzzle etc etc).
Adesso aspettare il treno non è più così opprimente. A ogni piano c'è un'entrata, e quella al terzo è a un soffio dai binari: davvero comoda.

Esplorando la libreria
Se in quest'ultimo anno siete stati a Milano in treno credo avrete avuto l'occasione di vedere la Feltrinelli coi vostri occhi: almeno un giro l'avrete sicuramente fatto se siete dei lettori. Anche perchè la Feltrinelli è quasi sempre aperta: tutti i giorni, dalle 7.00 alle 22.00, orario continuato ovviamente.
Comunque. Mentre aspettavo il treno ho gironzolato tra i vari piani per vedere quale ordine fosse stato usato per sistemare i libri, verificato poi su internet. ( Si non avevo niente da fare). Ed ecco qua:
Piano terra: libri da viaggio, alimentari, assortimento di libri in lingua straniera, mappamondi e cartine in questo periodo, libri in offerta (Libri della Tea al 25% di sconto, Bur e Bompiani Tascabili al 25%) edicola internazionale, storia locale: ovvero Milano in tutte le salse. Non mi soffermo mai molto: un'occhiata veloce ai libri in sconto, all'edicola, e poi salgo, anche perchè ci sono poche poltrone dove sedersi comodamente.
Piano secondo: spazio "Kidz", libri per bambini e ragazzi, cd e dvd, giochi in scatola, videogames, fumetti, manga. In questo piano mi soffermo di più, anche se pure in questo piano ci sono poche poltroncine. Mi piace stare nel reparto per bambini a sfogliare i libri per i più piccoli, disposti appositamente al loro livello. Ci sono libri enormi e colorati, libri pop up, libri per non mangiare troppo, libri per capire cos'è il muco...tutti da sfogliare e leggere se si ha un po' di tempo. Vista "sull'ammezzato commerciale", ovvero l'interno della stazione, vedi gente che corre, gente che trascina la valigia ribelle, gente che s'ingozza di brioches mentre fissa l'orologio. Interessanti visioni insomma. In questo piano c'è anche il reparto fumetti/manga, ben in vista: mi fa piacere vedere che siano stati messi al centro dell'attenzione, anche se l'offerta per adesso è ancora scarsa, i volumi esposti erano i classici dei fumetti. Ma in fondo siamo in una libreria, non in fumetteria.
Piano terzo: il piano principale, dove si riversa la maggior parte della gente. Qui c'è la narrativa  classica e contemporanea; saggi, libri di storia, filosofia erudita e filosofia spicciola ( del tipo "come essere felici in dieci giorni"); libri di cucina, di cani-gatti-cucciolame vario, fai da te; libri rosa, libri gialli, libri verdi. Insomma un po' di tutto per accontentare almeno in minima parte l'enorme varietà di gente. In questo piano poi si trovano le famose comode poltroncine, ben disposte in fondo alla sala, perennemente occupate. E c'è anche un bel tavolo rotondo, anche questo con posti ad esaurimento. C'è qualcuno che legge il giornale, qualcuno che lavora al computer, qualcuno che si è preso una pila di libri dagli scaffali e legge con tutta calma, qualcuno che scrive. Cappotti, sciarpe, zaini, borse appoggiati sulla sedia  a terra. Sottofondo: musica e un leggero brusio della gente che parlotta. Ma qui siamo sul fondo: più ti avvicini all'uscita, più il rumore aumenta, la gente che corre, gli annunci all'altoparlante, i treni che arrivano.
Piano quarto: "una sala monumentale di circa 500 metri quadrati, non sarà destinato alla vendita, ma diventerà uno spazio eventi dedicato a un grande milanese, Giorgio Gaber, dove avranno luogo incontri, presentazioni, proiezioni e show-case di grande impatto". Cito dal sito perchè non ci sono mai stata, ma spero di visitarla presto. Probabilmente il 28 Febbraio quando alle 18.30 ci sarà Marco Travaglio che presenta il libro Mani pulite (Chiarelettere). 



E' un libro di Lane Smith
Aspettare di partire può essere molto noioso. Molte cose possono ammazzare il tempo, leggere è solo una di queste. Prima che inizi il viaggio però mi piace gironzolare, esplorare. L'ultimo reparto in cui mi sono persa è quello dei bambini. Ho iniziato sfogliando a caso i libri che probabilmente non comprerò mai: e ho trovato quello di Lane Smith.
E' un libro formato in quarto (credo), di 32 colorate pagine fatte di carta lucida, liscia liscia. I protagonisti sono una scimmia, un asinello, un topolino. Sono disegni semplici, e come tutte le cose semplici sono bellissimi. La pagina grande aiuta a godersi il disegno appieno e così scopri i piccoli particolari, come il cappellino della scimmia o il colore che sfuma lentamente. Il testo della storia è scritto bello grande e con poche essenziali parole: ai bambini in fondo basta poco per capire (invece noi di quanti paroloni abbiamo bisogno ?).
E' un libro che ho letto in mezz'oretta, si legge in poco insomma, ma proprio questa semplicità colpisce: poche semplici parole fanno capire il divario che non sarà mai colmato tra il prodotto tecnologico e il prodotto manuale, vero, da toccare.
La storia si svolge in poche scene: la scimmia legge comodamente sulla poltrona il suo libro, l'asino gli chiede cosa sia il libro, cosa fa il libro, a cosa serve il libro ed elenca le infinite possibilità del computer/smartphone/tablet. Un piccolo scontro tra ebook e libro? No, perchè sono cose diverse, e anche l'asino lo capisce quando tocca il libro, quando lo guarda. E capisci così che il libro non potrà mai essere sostituito, sopratutto per i bambini. Cambierà forma, certo, ma il libro continuerà a esistere e resistere: come si può rinunciare al possedere "la storia"? Sopratutto i libri per bambini: sono piccoli gioielli che hanno fatto sognare e faranno sognare tantissimi piccoli lettori. I disegni, la rilegatura, le pagine...i bambini sono lettori esigenti e attenti ai particolari, per questo i loro libri sono molto più curati dei nostri e per questo forse i loro libri non spariranno tanto presto (anche perchè quale genitore darebbe il suo prezioso smartphone al figlio cinquenne con le mani sporche di marmellata magari ?).
E' un libro che regalerei sicuramente a un bambino ( se ne conoscessi uno) ma anche a un adulto asino (ne conosco tanti), per far ricordare il piacere del leggere d'una volta.

giovedì 9 febbraio 2012

Una nuova edizione di Pikappa : PK- Il mito

Premessa.
Voi guardare la televisione? E la pubblicità? 
Io di solito no. Ed ecco perchè non sapevo. O meglio sapevo, ma grazie ad amici facebookiani. Ieri comunque ho visto la pubblicità della nuova edizione di Pk, molto entusiasmante. Ho fatto una breve ricerca sul sito del Corriere, ed ecco qua l'articolo che dovrebbe presentare la serie, fatevi un favore non leggetelo. O leggetelo se volete farvi due risate: credo che Dario Fertilio, con tutto il rispetto, sia andato un po' fuori strada e non abbia mai letto Pk in vita sua. In questa pagina invece trovate tutte le info tecniche della nuova serie di Pk, quando esce, costi etc, che comunque dirò alla fine. Ma iniziamo.

Chi è Pk ?
1. Pk - Il Mito  Particolare del 2 risvolto di copertina interno
Pk è Paperinik come si sarà "intuito". Ma non è il Paperinik di Topolino o delle altre storie Disney, dove interagisce con Archimede, zio Paperone e parentame vario. Paperinik in questa nuova storia è il protagonista, l'attore principale. Nasce come serie nel lontano 1996 oramai, in albi stile comics americani, non nel classico formato di Topolino/ Paperinik/ Minnie etc., insomma un nuovo inizio per un nuovo protagonista. Si perchè Pk è diverso da Paperinik, ha nemici diversi, molto più cattivi della classica Banda Bassotti, ha nuovi amici, per lo più intelligenze artificiali, e sviluppa anche un suo personalissimo senso dell'umorismo (aiutato da abili sceneggiatori). E' un eroe che matura nel corso della serie, da scanzonato supereroe di quartiere diventa un eroe consapevole, con segreti e pensieri che a volte pesano come macigni, e che non può confidare a nessuno.

Le 3 precedenti edizioni di Pk
2. Pk-Il Mito Particolare del retro volume
PKNA. Paperinik New Adventures. Questa è indubbiamente la serie migliore, la prima. Si può dividere in tre filoni principali i temi trattati, che corrispondo ai numeri 0: 0/1 Evroniani, 0/2 Il Vento nel tempo, 0/3 Xadhoom.
Gli Evroniani sono alieni distruttori, invadono i pianeti altrui per coolflamizzare la gente ed approppriarsi della loro emotività, il loro alimento e la loro energia. Sono insaziabili. 
Il secondo tema è il viaggio nel tempo, i paradossi temporali, i pirati temporali. Il 'nemico' principale è il Razziatore, predone del tempo che fa tutto quello che noi faremmo: sfruttare il tempo a proprio vantaggio. Ma Pk non è solo, non potrebbe mai farcela contro chi può riscrivere la storia ogni volta che vuole, e infatti lo aiuta Lyla, una papera cyborg, una tempoliziotta incaricata di sorvegliare la sua era temporale.
La storia di Xadhoom si collega a quella degli Evroniani: loro le hanno distrutto il suo pianeta. E' un'aliena che cerca vendetta. Il suo unico obiettivo è annientarli, a qualunque costo, mentre i sensi di colpa per esser sopravissuta la tormentano. Sa che distruggerli non servirà a niente, ma non conosce altra via e comunque gode nel disintegrarli. 
Pk è affiancato da Uno, intelligenza artificiale, che non manca di far notare al suo socio biologico quanto lui sia infinitamente più intelligente e razionale, cosa che non gli ha impedito di soffrire la solitudine. Uno oltre ad essere una valida spalla, rifornisce Pk di tecnologie futuristiche, frutto del genio di Everett Ducklair, personaggio controverso.
Questi i filoni principali, a cui si affiancano altri filoni minori, come le vicende della Pbi (l'Fbi di Paperopoli), quelle di Channel 00, canale dove lavora Lyla e Angus Fangus, giornalista puzzone nemico di Pk che non perde occasione per smascherarlo, e molte altre, come quelle di Due ad esempio.
Sono tre numeri zeri, 49 albi, 4 speciali. 
PK2. La seconda serie uscita nel 2001. E' una serie che prosegue la prima, ma con drastici cambiamenti, radicali. Si fa tabula rasa di tutti i personaggi della prima serie, direi anche giustamente visto che avevano esaurito il loro ruolo. Si incentra la storia su Everett Ducklair, si sposta il tema sui poteri della mente, sulla città di Paperopoli: niente più galassie e viaggi temporali, i nemici sono nelle strade, nei manager troppo ambiziosi, nella solitudine. Infatti Pk si sente solo, Uno in questa serie è stato eliminato.
E' una serie che non fa successo, escono 18 albi e uno speciale, poi si termina in tutta fretta. Forse è una serie troppo buia, troppo ruvida, in fondo Pk è sempre Paperinik.
PK-PIKAPPA. La terza serie, uscita nel 2002. Le peggiore. Si azzera di nuovo tutto, ancora radicalmente. In questa serie Paperino non è nemmeno Paperinik all'inizio. E' un normalissimo papero (parlante) che fa la sua vita tranquilla e un bel giorno viene rocambolescamente  selezionato da Uno per diventare guardiano spaziale (stile Lanterna Verde). Viene subito inviato in missione, e alla fine di questa, alla domanda: "Come ti chiami?" risponde: "Pikappa" solo perchè era scritto nel numero di serie del suo scudo. Trovata terribile. 
E' una serie che si ispira ai comics americani, in particolare a Ultimate della Marvel. Si riprendono personaggi della prima e della seconda serie e si mischiano in un bel minestrone di storie mal assortite, dove trovano posto anche nuovi personaggi.Tre sotto-trame principali: i classici Evroniani, Vulnus Vendor scienziato pazzo, Robolab.
Ma anche questa serie non supera la prova del pubblico: alla lunga personaggi spersonalizzati annoiano, e un Pk che dopo ogni missione deve compilare scartoffie non è più un eroe, ma un impiegato. Rovinato anche il bellissimo personaggio di Uno: da intelligenza artificiale complessa, a "Unità Neuroimitativa Olografica".
Di questa serie sono usciti 32 albi. Poi si sono affrettati a ripubblicare la prima serie: PKNA Reoladed (per non dire 'ristampato').

Pk- Il Mito
Ed eccoci alla nuova edizione 2012.
E' una raccolta cronologica delle tre edizioni precedenti, in totale 36 volumi e ogni volume raccoglierà 3 albi.
3. Pk - Il Mito Le schede
In allegato ci sono anche le schede dei personaggi, che richiamano i 'Pk-Files' della I edizione, la grafica è la stessa, ma cambiano i dati tecnici che sono stati 'uniformati'. I Pk Files variavano a seconda del personaggio, con dettagli sulla sua emotività o sul modo vestire; invece in queste schede le voci descrittive sono le stesse per tutti, ed è stata aggiunta una breve biografia e che tipo di rapporto ha il pg con Pk. Uniformazione apprezzabile dal momento che queste schede fanno parte di un archivo unico ed omogeneo si spera ( un po' meno se si è nostalgici e si pensa ai vecchi Pk Files: molto originali e con voci a volte un po' strambe ma divertenti).
In questo primo volume ci sono le schede di Paperinik - Uno, Zondag - Coolflame, Xadhoom - Evroniani, più due schede 'nuove': una con il personaggio su sfondo bianco, in questo caso Pk e Uno, l'altra con l'Evrongun (l'arma degli Evroniani) disegnata in prospettiva in una facciata e tridimensionale nell'altra.
Il volume contiente i primissimi 3 numero 0: Evroniani, Il Vento nel tempo, Xadhoom. C'è un'introduzione breve in cui si presenta l'edizione e la serie. A fine volume si trovano 30 pagine di 'speciali', informazioni in più su come fu realizzata la prima serie.  Si inizia con il progetto 'Pk' ovvero come Paperinik ha cambiato vita; i personaggi, gli Evroniani con descrizioni e bozze dei supercattivi; il fumetto, come è cambiata l'impaginazione; autori, ovvero Alessandro Sisti racconta molto brevemente ( 5 misere domande) il progetto Pk e il numero 0; progetti, si parla della copertina del numero 0, delle idee e alternative, e del logo molto incisivo; e infine ancora personaggi, dove si parla giustamente delle origini del personaggio di Paperinik.
4. Pk - Il mito  Fronte del volume
Il volume è molto bello materialmente: la carta è buona, è resistente; la copertina è morbida ma spessa con due enormi risvolti di copertina dove ci sono Pk e il Razziatore in una, Pk nell'altra (Fig.1). E' stato scelto il rosso come sfondo del primo volume e in copertina c'è Pk (Fig.4) e ci sarà sempre a vedere le anteprime delle prossime uscite. La rilegatura è stata fatta in brossura (quindi colla), ma la solidità dell'edizione fa sperare che il volume ( o i volumi) durerà molto a lungo.
Nella confezione si trova anche il calssico coupon che ti dà la possibilità di ricevere 5 volumi, le relative 25 schede e il raccoglitore a 39,90€ (+ 2,90€ per costi di spedizione), risparmiando il 20%, quindi pagando ogni volume 7,98 €. E in seguito si avrà la possibilità di ricevere 6 volumi e 30 schede a 48€, un volume a 8€ ( si prendono giusto quei 2 centesimi). Con la possibilità di restituire il prodotto se non gradito entro 10 giorni con rimborso (sempre che arrivi entro i famosi 10 giorni). Il primo volume era in vendita a 1,99€ e se non deciderete di usufruire del coupon pagherete ogni volume 9,99€ (insomma, vi spetta quel centesimo di resto).


Avventurarsi in una nuova serie? Il mio consiglio
Sinceramente io sono molto tentata di prendere questa nuova serie. Perchè l'edizione è fatta bene materialmente ed è anche stata curata quel poco che basta per darle un valore aggiunto: i retroscena, i disegni, le schede sono quelle piccole cose che fanno felice un appassionato. 
Però non credo lo prenderò perchè da brava fan ho già tutte tre le serie e sono troppo affezionata ai miei vecchi albi per metterli in vetrina e non toccarli mai più. Anche perchè una parte importante dell'albo di PKNA è andata persa, non è stata ri-stampata:la cattivissima e divertentissima pk-mail, le spiegazioni finali (quando c'erano), i veri Pk-Files. E poi un'altra parte importante che spero riescano a infilare in qualche volume: le brevi storie finali, incentrate su personaggi secondari, alcune veramente belle, come quella di Lyla Lay e il carcerato. 
Ma se avessi soldi da spendere molto probabilmente prenderei questa serie senza pensarci, anche solo per averla tutta visto che la terza, PIKAPPA,  non l'ho mai finita, senza troppo dispiacere visto che era veramente poco coinvolgente. 
A chi non ha mai letto niente di Pk invece consiglio questa serie se conosce un minimo il mondo Disney del fumetto. Anche se non lo si conosce si può apprezzare, però non si colgono le sottili differenze tra Paperinik e Pk.  La consiglio sopratutto perchè è una serie fatta bene, il successo del pubblico non è stato immeritato: i personaggi nuovi creati, amici e nemici, hanno carattere, sogni, difetti, sentimenti, sono vivi. Non sono storie prevedibili: vedasi la storia di Xadhoom nei numeri 35-36 e nel 37 "Sotto un nuovo sole", o il divertentissimo n.15 "Motore/Azione". Sono i personaggi che fanno la storia e non viceversa: ognuno di loro vive la sua avventura, che è unica, e nessuno di loro è usato ai fini della storia. Ed è anche il motivo per cui gran parte delle colonne portanti di PKNA non ci sono più nella 2^ e 3^ serie. 
Consiglio di prendere questa nuova edizione anche perchè i Pk sono usciti ormai da tempo ed è difficile trovarli tutti. Se li volete dovrete passare bancarelle su bancarelle, fumetteria e fumetteria, ma non troverete mai ogni numero ( guardo sempre perchè m'interessa sapere quali siano i numeri  in circolazione). 
Come avrete capito, spingo all'acquisto sopratutto per via della prima serie. La seconda merita di essere letta solo per vedere un Pk più papero e meno supereroe, e per la storia di Everett Ducklair. La terza per me non merita affatto: a parte qualche numero bello ( n.5: Robit), gli altri sono il peggior stereotipo di fumetto che si possa pensare: mostri, alieni, super eroi da tutte le parti. A leggerla ho avuto un senso di fastidio: ci si è rifugiati nella storia facile, per acchiappare il pubblico facile dei ragazzini, dimenticandosi che il pubblico di PKNA era più ampio e apprezzava l'idea di quel nuovo Paperinik. Ma forse questo è dipeso anche dalle vicende interne alla Disney stessa: cambiamenti di cui hanno fatto spese oltre che Pk anche un'altra serie ben avviata come Witch. Questa però è un'altra storia.
Detto questo, spero che darete una possibilità a Pk.

mercoledì 8 febbraio 2012

Gli Inquilini di Bernard Malamud: degenerazione e ossessione dello scrivere

Harry Lesser è uno scrittore. Ha scritto un libro bello, uno brutto e ora sta scrivendo il terzo libro. Da dieci anni.
E' anche l'ultimo inquilino di un condominio che sta per essere abbattuto, o così vorrebbe il proprietario, ma Harry non se ne vuol andare e non se ne andrà:  ha iniziato a scrivere lì il libro e lì lo finirà.
La sua routine viene interrotta quando incontra Willie Spearmit, scrittore in erba, al suo primo romanzo, inquilino abusivo del palazzo, afroamericano. Fra i due nasce un forte legame, sono scrittori entrambi ma sono troppo diversi per andare d'accordo: Harry è ebreo, serio, riservato, bianco. Willie è azione, con un'indole violenta, convinto che ci sarà la rivoluzione dei negri. E infine c'è anche Irene, ragazza di Willie, bianca, infelice. 
E sullo sfondo i condomini vicini che crollano, abbattuti per far posto a nuovi palazzi, e l'unico che ancora resiste è quello di Harry.

Un parere
"Un libro da odiare o da amare; una lettura da cui si esce arrabbiati, combattuti- e vivi."
Aleksander Hemon, sulla quarta di copertina

Quando ho finito di leggere questo libro non ero né arrabbiata né combattuta, forse un po' spaventata ( quando ti immedesimi in un libro...).
E’ un bel libro, una bella storia, due scrittori ossessionati dalla scrittura: sono due diversi punti di vista su come si debba scrivere. Scrivere seguendo il proprio istinto, il proprio flusso di coscienza, il nostro mondo interiore, senza curarsi della forma o scrivere dando alla tua immaginazione una forma “ordinata”, trovando le parole giuste, legare le scene una all’altra in modo esemplare?
E’ la storia di Willie e Harry. Non sono due personaggi per cui provare simpatia, non hanno grandi qualità, anzi, l’unica qualità che hanno entrambi è la loro caparbietà, la costanza di un proposito che degenera in ossessione.
Devo dire che ero certamente delusa per almeno la prima metà del libro: perché la storia è piatta e i due protagonisti sono poveri umanamente. Non sono simpatici, anzi, più di una volta ho provato un senso di fastidio nel leggere quanta pusillanimità c’è in Harry, troppo pauroso, troppo indeciso, troppo testardo a volte, come la sua fissazione per il condominio: qualunque cifra gli offrisse il povero Levenspiel lui non cambiava idea, lì sarebbe rimasto fino alla fine del libro (in un palazzo dove abita solo lui). Malamud ha creato un protagonista che non si ama, che non si incoraggia mentalmente, che fa sperare di non diventar come lui, e di cui si può salvare solo la sua passione per la scrittura, l’unico mondo che conosce. E l’altro personaggio, Willie, la stessa cosa: nessun tifo anche per lui. Willie è un negro, ma non di quelli ‘bravi’ a cui ci ha abituati certa letteratura buonista. E’ un mix di attivismo e violenza, un razzista ‘al contrario’, odia i bianchi, spera che i negri facciano la rivoluzione perchè sono superiori, i bianchi non li capiscono e non li possono capire in quanto bianchi. Ama alla follia la sua negritudine. Di quel tipo di amore che ti fa diventare stupido, e infatti per me lo è. Mai una volta si sforza di capire chi ha davanti a lui ( come fa Irene a starci assieme?), per lui tutto è ironicamente bianco o nero, o con me o contro di me. E’ orgoglioso, testardo, violento. Ma ama scrivere: riversa la sua rabbia nel suo primo libro, che sta scrivendo quando incontra Harry l’ebreo, il bianco, il senzapalle.
Per nessuno dei due provi simpatia, però ti affascina, ti cattura la loro passione/ossessione per la scrittura, che un giorno potrebbe essere la tua: quanto puoi scrivere prima di impazzire?
Hemon dice che tra i due si instaura una rivalità letteraria. Per me non è proprio così: tra Willie e Harry nasce lo scontro a causa di Willie e del suo indomabile carattere prima, e poi per il corso degli eventi. Avrebbero potuto essere amici se le cose fossero andate diversamente? No. Harry è infastidito da Willie, lo distrae dal suo libro, l’unica cosa che conti per lui; non vuole consigliarlo perchè ha paura della sua reazione nel caso abbia scritto male, ma lo fa perchè ha paura di dirgli che non lo vuole fare; vorrebbe pensare solo a se stesso. E Willie verso Harry all’inizio è amichevole a modo suo, non gli sputa in faccia solo perchè è uno scrittore con ben due libri alle spalle, potrebbe pensare di accettare dei consigli; ma i loro due modi di scrivere cozzano fin da subito, Harry è convinto del suo modo di scrivere, Willie non vuole cambiare quello che è.
Tra i due si instaura uno strano rapporto, che degenera nel corso della storia. La vita reale li fa scontrare più che mai, e quell’equilibrio precario si spezza, lasciando l’odio, nella parte finale.
E la parte finale per me è proprio la più bella, quella che volevo leggere inconsapevolmente. Le vite di Harry e Willie si sono ingarbugliate, ma ci pensato loro ad azzerare ognuno la propria. Vediamo due scrittori, che si odiano, che non si guardano, ossessionati l’uno dell’altro, da quello che scrivono. Non sono invidiosi l’uno dell’altro, ma sono curiosi di sapere come stia andando l’altro, vogliono sapere le parole dell’altro,  anche se forse le sanno già. Guardando l’altro è come se si specchiassero.

Consiglierei questo libro a chi ama scrivere, non per spaventarlo, ma per dare uno sguardo diverso all’atto della scrittura: scrivere è dedizione (Harry), scrivere è immaginare sempre (si vede anche nel modo di scrivere di Malamud, inaspettatamente), scrivere è riuscire a convogliare tutte le nostre idee in parole, in forma concreta e comprensibile. Riuscire a trasmettere le nostre emozioni agli altri usando la forma migliore.
Scrivere è sperare di non incontrare mai un Willie sulla nostra strada.

mercoledì 1 febbraio 2012

Il fischio del treno nel libro

Treno regionale, interrogionale, suburbano. Ogni settimana è un treno diverso, ma sempre treno è.
Sono anni che prendo il treno, perchè non ho la macchina, perchè costa(va) poco, perchè non inquina ( è quello che vogliono farmi credere quando giro il bigliettone). E' una routine, abitudine, tradizione, personalmente mia. 

Strani pensieri veloci della mattina prima di andare a dormire e ricominciare.

Ogni mattina sono nella sala d'aspetto: gneek-sbam, la porta finalmente si apre ed entro dentro, guarda gli orari, treno in orario, ok, mi siedo, libro. Nessuno parla, nessuno ha voglia di niente, solo i ragazzi che saltano la scuola sono eccitati, il treno, wow, solo i ragazzi che hanno l'esame, agitazione, brrr. Gli altri, noi, pendolari, siamo fermi, immobili, guardiamo, pensiamo, aspettiamo. Il libro è nella mia mano, aperto e immobile, il treno sta sempre per arrivare. 
Finalmente il treno arriva. Salgo, cerco, trovo, ho di nuovo in mano il libro. Ulisse avrebbe approfittato dei suoi viaggi per conoscere sia i luoghi dove gli uomini vivono, sia la mente degli uomini. Le persone dormono, si ritrovano, guardano il paesaggio sempre uguale là fuori. Fermata. Porte che si aprono, gente che entra, posso sedermi? Certo. , cappotti che si tolgono, zaini che si spostano, cambio libro. Vide i loro vessilli al vento mentre i cavalieri emergevano in una lunga colonna polverosa dal verde della foresta risparmiata dal fuoco
Il treno riparte, la gente è sistemata, il caldo ci avvolge, si chiudono gli occhi, un rimasuglio di sogno, un sorriso. Biglietto prego. Certo, un attimo grazie, eccolo. Il libro, pagina persa, trovata. « Quanti vessilli conti?». Fermata. Il mercenario si fece visiera sugli occhi con una mano. Qualcuno urta qualcosa, una porta si apre, un cellulare suona. «Pod vieni qui. Descrivi gli emblemi che vedi, e dimmi a quali case appartengono». Fermata. Qualcosa in lontananza succede. Un simile spiegamento di forze e di blasoni era un messaggio.
Stazione di Brescia. Stazione di Brescia. 
Fine.


lunedì 30 gennaio 2012

Profumo, Patrick Süskind

La Storia

Francia, 17 Luglio 1738. Nell'angolo più maleodorante di Parigi, una donna dà alla luce un bambino sotto al banco del pesce. Lo partorisce, recide il cordone ombelicale e lo abbandona sotto il banco. Fa qualche passo e, o per la puzza o per il caldo o per il parto, sviene. Una piccola folla attorno, poi la polizia, e lei si riprende, con il coltello in mano. Cos'è successo signora, perchè ha un coltello in mano, perchè tutto questo sangue. Un urlo e un pianto, il neonato viene scoperto, cercato e trovato. Lei confessa che l'avrebbe lasciato morire certamente, e per questo verrà impiccata. Lui, Jean Baptiste Grenouille, vive.
E' un bambino strano Jean Baptiste: un bambino senza odore, senza profumo, che non sa di nulla. Gli altri se ne accorgono, anzi lo percepiscono, e quindi lo evitano naturalmente: lo sentono diverso anche se non sanno perchè. Ma a Jean Baptiste non importa, non ha nulla da chiedere agli altri perchè sa già tutto: il suo naso è straordinariamente fine, acuto, sensibile. Nessun odore, nessun profumo, niente ha segreti per lui. Quando diventa un ragazzo il suo olfatto ha raggiunto la perfezione.
Ma una sera...una sera sente un profumo...un bellissimo profumo...lo vuole, lo desidera, lo anela disperatamente. 
Ma come ? Come?
Ed ecco che ha inizio il viaggio di Jean Baptiste. Vuole apprendere l'arte del profumo, vuole imparare ad estrarre gli aromi dalle cose per poterli sentire ogni volta, sempre. 
Grenouille viaggia per la Francia, perde se stesso e si ritrova, ma sempre sorretto da un unico desiderio: strappare alla materia il suo ultimo segreto, il suo profumo più dolce. 

L'edizione

Mi avevano consigliato questo libro anni fa, quando uscì il film, Profumo - Storia di un assassino
Avevo delle idee in testa, nate appunto dal titolo del film fin troppo rivelatore e sempliciotto. Ma andiamo con ordine.
La mia edizione è quella della Tea: 'I Grandi Tea'.
Brossurato, carta facile allo strappo, copertina morbida.
Non una bellissima edizione, vale il prezzo, 10€.
Sono 259 pagine, divise in 4 parti, ognuna con mole diversa.
Ho visto che esistono altre edizioni. 
Una Longanesi che dev'essere di sicuro più bella dato il prezzo, 17,60€.
Un'altra sempre della Tea, della serie 'Relax', che costa 12,90€.
E' un libro che ha fatto successo: 15 edizioni (ma penso siano ristampe) per la Longanesi, 34 per la Tea.

Jean Baptiste Grenouille

Trovo che Suskind abbia creato un personaggio grottescamente perfetto. Jean Baptiste Grenouille non è un personaggio per cui provare simpatia: è un essere meschino, stupido, selvaggio. Eppure è dotato del più nobile dei sensi, l'olfatto. Più nobile perchè il più impercettibile: siamo talmente abituati a usar poco il naso che ci accorgiamo solo quando qualcosa emana un odore/profumo più intenso del solito. Grenouille invece sente tutto: dall'odore di sperma al profumo del mare che viene portato dalla brezza lontana. E' quando sente il profumo di una ragazza che inizia il suo 'risveglio': fino ad allora si era accontentato di annusare e godere, dopo vuole qualcosa in più. Solo per questo si mette in gioco. E' un personaggio che cresce nel libro, infatti prende sempre più coscienza della sua dote: sa già che è al di sopra degli altri, ma si domanda fino a che punto può arrivare, cosa può fare per raggiungere la perfezione. Ma al tempo stesso si guarda e capisce ciò che è: un senza odore, uno scherzo della natura (o dell'autore). Però il tutto è a un livello superficiale, Grenouille non cerca mai di conoscersi davvero, non si spinge mai nel profondo della sua anima, non gli piace pensare troppo, gli basta l'essenziale per sopravvivere. Per il resto si lascia guidare dal suo istinto animale, che riesce infine a domare per il suo intento supremo, creare il profumo, che però solo lui può conoscere ed apprezzare.
Süskind si diverte a prendere in giro Grenouille, ma ancora di più si diverte a prendere in giro gli altri raggirati abilmente da Grenouille, fino all'apoteosi finale, scena inaspettata (chissà se nel film c'è...ma non credo), un'umanità allo sbando, ubriaca e avida di qualcosa che non sa cosa sia. Ma solo Grenouille sa, solo lui può sapere.

Un parere

E' un buon romanzo. Originale perchè tratta di un argomento inesplorato finora, o almeno di cui io non ho letto nulla. Mi ha affascinata quanti modi esistano per creare un profumo, le saponette, le creme...Suskind descrive molto bene come estrarre gli aromi, in quali stagioni...e come comunque ogni cosa, ogni essere vivente abbia un unico suo inconfondibile odore.
A volte questo aspetto prevale sulla storia e questo può diventare forse un po' noioso per alcuni. La parte introduttiva è molto lenta, la parte nel mezzo anche, nel senso che non c'è l'azione tipica di un romanzo. Questo perchè Suskind vuole farci capire chi è esattamente Grenouille, dall'inizio fino alla fine la storia è su di lui e il suo particolarissimo dono, non su quello che fa. L'unica parte dove vi è un po' di azione è la parte terza, a cui si sono ispirati di più per fare il film credo. Ma definire Profumo la "storia di un assasino" è riduttivo. Profumo è un libro che promette esattamente quello che dice il titolo: una storia di profumi, delle tecniche con cui si creano i profumi, delle cose che danno i profumi, dei luoghi che emanano odori, di una singolarissima insignificante persona che sapeva sentire il profumo nascosto di ogni cosa. Il resto è una cornice, la degenerazione una conseguenza.
Ma indubbiamente la storia di 'Grenouille l'assassino' è molto più interessante di 'Grenouille il profumiere'.

mercoledì 25 gennaio 2012

Le mie librerie: Libraccio di Milano, via S. Tecla

Sono una girovaga. In ogni città che vado mi piace 'visitare' le varie librerie, starci dentro, sfogliare i libri, spiare i commessi, guardare come sono disposti i libri, decidere se tornarci o meno e uscire senza aver comprato nulla la maggior parte delle volte.

Milano, Libraccio di via S.Tecla 5 (qui)
 
Si trova vicino all'Università Statale, la centralissima sede di via Festa del Perdono, a due passi dal Duomo. Come libreria è...schiacciata. Si divide su tre piani: piano terra dove c'è la narrativa contemporanea a prezzo pieno; piano -1 dove ci sono i testi universitari e scolastici usati, dove si possono vendere i propri libri, e dove ci sono altri libri nuovi ad orientamento universitario più che altro. Poi c'è il piano +1: ecco, io di solito vado direttamente qua, alla narrativa moderna/contemporanea usata. Purtroppo essendo sempre a corto di denaro, per i libri rimedio spesso sull'usato se in buone condizioni, e quindi mi piace spulciare i libri: cercare 'l'affare'.
Il piano +1 è molto scomodo perchè è aperto a quello sotto, nel senso che è come essere sul balcone: quattro lati di libreria con passaggio stretto, libri da tutte le parti e vuoto nel mezzo per permettere a chi è sotto di vedere cosa succede sopra. Ingegnoso, ma scomodo. In ogni caso, là sopra c'è un'intera parete per la narrativa classica e contemporanea; una parete per la storia, la critica letteraria, la filosofia; un'altra per il teatro, il cinema, l'arte; e l'ultima che si divide tra infanzia, bambini, ragazzi, cucina, hobby e altro. Tutto usato, spesso in buonissime condizioni. 
Ho iniziato come al solito a guardarmi attorno e probabilmente ho disturbato i commessi che sistemavano i libri, cosa reciproca perchè anche loro hanno disturbato me facendosi largo ignorando la mia presenza fisica ( il che ha causato una piccola frana di libri).


Mentre girovagavo ho trovato una bellissima copia dell'Isola del Tesoro, vecchia ma in ottime condizioni, probabilmente uno dei remainders, con copertina rigida e illustrazioni a colori, formato in quarto. Molto bella, ad un bambino piacerebbe di sicuro. Volevo prenderla ma ho già ben 2 copie, una bella edizione e una economica, quindi ho cercato altro. Volevo Fiesta di Hemingway ma l'unica copia disponibile era un Mondadori, vecchissima ed in pessime condizioni, e magari con la traduzione ancora 'censurata'. Stavo per andarmene quando ho trovato Cronache dal Big Bang. Avevo sentito parlare di questo libro, incuriosita l'ho sfogliato e mi è piaciuto subito. Innanzitutto usato ma in ottime condizioni, poi bell'edizione: brossurato con filorefe, copertina con segnalibro, carta riciclata ma non schifosa, bel design di copertina e bell'impaginazione interna, con i capilettera degli indici che giganteggiano. La Hacca ha fatto un ottimo libro. Letterariamente parlando: sono incipit di libri famosi/classici commentati da giovani autori, pensieri a volte brevi, profondi, generali. Non ho ancora finito di leggerlo, sono solo all'inizio, ma mi sta piacendo.

Dunque. Ho preso questo libro, ho sceso le scale, ho dato un'occhiato al piano di mezzo, una parete di libri che si divide fra le ultime novità sconosciute usate e i remainders che non interessano a nessuno, non ho trovato nient'altro e sono andata a pagare. La commessa era un po' sulle sue, come sempre, e nel gelido silenzio del lunedì mattina mi ha fatto lo scontrino sbagliando il prezzo. Dopo averla corretta gentilmente, sono uscita e mi sono avviata verso la metro col pensiero che al Libraccio di S.Tecla vale solo la pena andarci perchè è vicino all'università, per cercare qualche testo universitario usato sopratutto, per curiosare là sopra ogni tanto...una sorta di check point di testi universitari usati ( ma solo se la tua facoltà è in FdP), vendi un libro, torni e lo ricompri usato magari. Molto diverso da quello vicino ai Navigli, più frizzante (di cui parlerò quando ci tornerò).

Ah, inoltre ho notato che ora la tessera fedeltà ha un costo: 0.50 cent. Non l'avrei mai detto.

giovedì 19 gennaio 2012

Zero Calcare, amore a prima vista.

Facebook.
Ecco un l'enensimo link. Massì guardiamolo, s'intitola Trenitaja, c'è pure un fumetto.
Leggo, risate.
Curioso nel sito trovo altre storie, ecco quella dopo: In riva al fiume.
Altre risate.
Leggo quella dopo, Pedagogia.
Amore e risate matte.
In quest'ultima striscia verticale ecco fuoriuscire l'odio latente in ognuno di noi per le nuove generazioni (si ammettiamolo: in fondo al cuore li odiamo un po' questi ragazzini, più che odio invidia per la giovinezza che non tornerà più) che non sanno nulla e hanno falsi idoli tipo Ben Ten o i Gormiti.
Questa striscia è fantastica perchè ricalca il tema ironicamente. 
E ti butta dentro Falcor, il fortunadrago della Storia Infinita film o nel libro Fùcur Drago della fortuna.
E dà al malefico marmocchio le fattezze di Blanka, Street Fighter.
E poi ecco: La Haine, uno dei film della mia tarda adolescenza, che pensavo di aver visto solo io e invece sembra sia addirittura un must ( e io non lo sapevo).

Si insomma, consigliato vivamente. I disegni poi sono molto ben curati, tavole pulite, personaggi ben caratterizzati, pieni di particolari. Da leggere.

Qui il sito ufficiale.
Qui il libro.



( Una vignetta pirata, spero non se la prenderà.)

mercoledì 18 gennaio 2012

Amore Amore di Dan Rhodes

Ho finito di leggere questo libro ieri pomeriggio, sul treno.
Sono 101 storie brevi come un soffio. Storie non proprio d'amore come dice il titolo, ma di persone assurde che vivono l'amore in modo assurdo. Il titolo inglese è più azzeccato: "Anthropology".

Non mi è piaciuto moltissimo, avevo letto qualche storia, curioso si, ma leggendolo tutto alla fine non è niente di che. Avrei trovato più interessante delle storie incentrate sui personaggi più che sull'amore, credo che avrebbero reso di più il manicomio mentale dell'autore. 

Le storie in sè non lasciano nulla perchè le situazioni sono troppo inverosimili, sono i personaggi un po' deviati che ti restano nella mente, tutti distortamente e follemente innamorati della follia. 
La mia ragazza è così bella che non ci credo, devo tagliarmi un pezzo di carne per provarlo. 
Ecco, questa è la sintesi di una storia, non bisogna guardare alla trama (che sarebbe ridicolo cercare in storie lunghe neanche mezza pagina) ma a lui che prima si dà piccoli pizzicotti, poi si punzecchia con gli spilli, poi si taglia via la carne. Perchè? Perchè è folle, d'amore si, ma prima di tutto folle.

Ho letto pareri negativi su anobii su questo libro...ecco credo chi abbia la classica idea dell'amore si senta un po' confuso leggendolo, sarebbe divertente osservarli mentre leggono queste storie. L'amore può far impazzire? Si e Rhodes lo dimostra letteralmente.

mercoledì 11 gennaio 2012

Primi Libri

Domenica ho comprato i primi 2 libri del 2012:


Amore Amore di Dan Rhodes.
L'ho preso perchè ne avevo letto un pezzo a casa di un'amica. Mi aveva incuriosita, era insolito.
Gironzolando l'ho trovato, sfogliato, e dato che costava solo 4,9€ me lo sono preso dato che volevo finire di leggerlo e dalla biblioteca ho già troppo prestiti. Che dire...per ora lo trovo carino, anche se non capisco il perchè di quella copertina, per me non c'entra nulla con il contenuto ( piccole, crudeli maniacali e pazze storie d'amore).

La versione di Barney di Mordecai Richler.
Ho guardato il film e mi è piaciuto. Non un capolavoro, ma la storia era bella. Ho letto che il libro è meglio, diverso, completo. Sono ansiosa di leggerlo, a quanto ho capito il regista ha fatto scelte radicalmente diverse nel trasporre la storia. Come al solito c'è chi dice che è una schifezza, normale se prima hai letto il libro. Quelli che hanno fatto il contrario (come farò io) hanno detto che il film li ha aiutati ad entrare meglio nella storia, e ad apprezzarla di più. Vedremo.

Paul Giamatti e Rosamund Pike

martedì 10 gennaio 2012

Cronache del Ghiaccio e del Fuoco: quale edizione?


A Dance with Dragons, l'ultimo libro
 Ho scoperto le Cronache grazie all'ormai famoso telefilm, Games of Thrones, anche se già da tempo diversi amici mi avevano detto di leggerle. Sinceramente avevo provato a dare un'occhiata, ma solo superficialmente, la cosa che mi tratteneva di più era l'enorme quantità di libri...quando avevo guardato erano sei libri, e il mio pensiero era stato: Mi rifiuto di leggere/comprare l'ennesima saga fantasy infinita. 
Comunque. Ho scoperto solo quest'estate che ero stata bellamente presa in giro dalla Mondadori. I libri sono (erano) 4, non 9. - La qualità della storia la lascio giudicare a voi, ma se vi piacciono i fantasy non potete non leggerlo. -
Comunque mi sono domandata: "Perchè?" per la prima volta.
Passo successivo è stato iniziare a leggere, sotto la supervisione di un'amica che mi sta prestando i libri italiani nel giusto ordine. E qui è un caos. Meno male che esiste wikipedia ( o gli amici nerd). Ed eccoci agli altri perchè:
- perchè non si dice in copertina che un libro è la I, II, III parte di un solo libro?
- perchè quando elencano i libri di Martin pubblicati non si mettono in ordine cronologico ?
- perchè invece di inventare titoli non mettere 'parte 1, parte 2' ?
- perchè l'edizione economica fa così cagare ?
Ce ne sarebbero altri suppongo.

In ogni caso la saga mi piaceva, e ho iniziato a guardarmi le varie edizioni per vedere quale serie comprare. E qui c'è solo l'imbarazzo della scelta, ovvero: scegliere il meno peggio.

Edizione 1:
Il primo volume risale al 1999. Edizione con copertina rigida e sovracopertina. La prima copertina è piuttosto tamarra, la seconda pure. Poi le copertine si fanno più modeste, con immagini a caso e titoli improbabili ( libri 3-4, libri 5-6-7, libri 8-9): in Mondadori decidono di affidarsi ad un solo illustratore (Luca Tarlazzi), per dare almeno coerenza grafica alla serie, anche se guardando all'ultima copertina sembra che abbiano di nuovo cambiato idea. Se un libro si giudica dalla copertina .  Almeno quest'edizione è decente da un punto di vista materiale (le pagine non dovrebbero staccarsi). Peccato che sia introvabile, o comunque difficilmente disponibile nelle librerie online (nelle librerie reali è già tanto se hanno tutta la serie in edizione economica).
Prezzo a volume : attorno ai 20-25€ (almeno 180€ in totale quindi se riuscite a trovarli tutti).

Edizione 2: Urania
La prima edizione targata Urania risale al 2007. Sono 5 libri, dove solo il 3^ è stato diviso a metà. I titoli sono tradotti letteralmente, e il terzo spezzato ha lo stesso titolo e sottotitolo: 'parte 1, parte 2'. Per quanto riguarda la grafica, almeno in questa serie c'è coerenza grafica.

Prezzo a volume: sui 7,5 €. Affarone, peccato che siano difficilmente reperibile, o almeno io in libreria non l'ho trovato, e nemmeno su Amazon.
Nota: se il prezzo a volume è così basso comunque sono pronta a scommettere su un'edizione materialmente scadente.



Edizione 3: Oscar Best Sellers. (Questi)

Questa è l'edizione più diffusa, si trova in qualunque libreria reale/virtuale. Non so a quando risalga di preciso, però sono almeno almeno 14 ristampe a leggere il frontespizio di Tempesta di Spade (n.d.r quello che sto leggendo),  addirittura 6 ristampe in 4 anni.
Prezzo a volume: 10€.
Il prezzo sarebbe onesto se l'edizione non fosse così misera. Innazitutto, essendo una mera ristampa, anche qui abbiamo ben 9 libri: 90€ se prendete la serie intera, ma è escluso l'ultimo romanzo, I Guerrieri del Ghiaccio, che è il primo di 3. Sperando che l'edizione economica resti a 10€ (prima costava 9) ed esca per il vostro bene il più presto possibile, spendereste circa 120€ per 12 libri. Libri fatti con materiale economico, destinati ad autodistruggersi tra una decina d'anni, con spoilers in quarta di copertina, e dove non viene mai fatto presente quale numero di libro sia o quale debba leggere dopo: c'è solo la dicitura "Elenco delle opere dello stesso autore". Su Tempesta di spade (5) è riportato questo elenco:

I fiumi della guerra      ->6
Il grande inverno         -> 2
Il portale delle tenebre ->7
La regina dei draghi     ->4
Il regno dei lupi           ->3
Il trono di spade           ->1
Quindi prima di prendere un libro di questa serie bisogna armarsi o di wikipedia o di un amico nerd.

Graficamente è omogenea perlomeno, si limita a riproporre le copertine della 1 Edizione, e per fortuna hanno cambiato le prime due copertine tamarre.


Edizione 4: Edizione "Mammut"
O meglio "Omnibus". O meglio: vediamo se scoppia. E' uno di quei libroni enormi, con tante pagine e carta leggerissima. Questo libro è stato soprannominato "Cronache del ghiaccio e del fuoco vol.1" e raccoglie i primi 2 libri inglesi, A Games of Thrones e Clash of Kings. A quanto leggo in giro in questa edizione manca addirittura la consueta mappa che c'è in ogni edizione.
Prezzo: 22,50€

 Questa edizione si trova facilmente. E' uscito per la prima volta l'anno scorso, non si sa per quale motivo, forse pensavano di farsi perdonare dai lettori unendo 2 libri in 1, ma poi forse ci hanno ripensato ...(leggete i commenti su Amazon e sul sito della Mondadori). Prendendo questo libro si risparmia qualcosina, ma per esperienza so che questi libroni sono delicati e facilissimi da rompersi se avete gatti/cani/fratelli-poco-delicati. La sconsiglio.


Edizione 5: Oscar Grandi Best Sellers

L'ultima. A Dicembre è uscita anche in Italia la serie tv ispirata al primo libro inglese, A Games Of Thrones ( in Italia: Il trono di spade, come il primo libro italiano). Quindi ovviamente la Mondadori si è finalmente accorta di avere in casa la gallina dalle uova d'oro (non se n'era mai accorta, anche se 6 ristampe in 4 anni dovrebbero farti capire qualcosina). Ed ecco l'ultima edizione, che finalmente rispecchia quella inglese, ovvero basta spezzatini, 865 pagine, 1 solo libro, 2 titoli. Copertina: immagine tratta dalla serie tv, Eddard Stark , sempre preferibile alle altre copertine.
Prezzo: 15€
Non l'ho mai vista dal vivo, ma spero vivamente che abbiano perlomeno riguardato la traduzione, corretto refusi vari, corretto le quarte di copertina. Per quanto riguarda la qualità del libro non credo sia molto diversa dall'edizione 3 dato che è sempre brossurato. Varrebbe comunque la pena prendere quest'edizione, visto anche il prezzo, ma c'è un dubbio: a quando le altre edizioni ? Ogni volta che uscirà la serie ? Molto probabilmente si.

Quindi ? 
E alla fine di tutto ciò, all'epoca (qualche mese fa) decisi di non comprarne nessuna di queste edizioni. Mi sto facendo prestare i libri in italiano da amici o dalla biblioteca. A me piace prendere libri, a patto che siano belle storie e bei libri. Sinceramente puntavo su un'edizione nuova in occasione della serie e così è stato, peccato che per completarla ci vorranno anni.
Nel frattempo però mi è stata regalato questo per Natale:

Regalo graditissimo. Quindi a chi se la cava con l'inglese consiglio vivamente questa edizione.
I libri sono piccoli, ma solidi, compatti. Le pagine sono fini, di qualità diversa da quella italiana, la carta sembra quasi lucida. La grafica è minima, ma nulla da obiettare: ogni copertina ha un'immagine che richiama il contenuto del libro, e anche all'interno ogni 'capitolo' ha una decorazione standard. E cosa importante: ogni libro sul retro ha scritto quale numero sia, e nelle pagine iniziali è riportato l'elenco cronologico delle opere.Vedi: 
A SONG OF ICE AND FIRE: 
Book One : A Games of Thrones 
Book Two : A Clash of Kings 
Book Three : A Storm of Swords 
Book Four : A Feast for Crows 
Book Five : A Dance with Dragons

L'ultimo non fa parte del confanetto, ma almeno sai che esiste.
Prezzo: prima di Natale era scontato, mi sembrava si aggirasse attorno ai 20€. Ora è disponibile solo su Kindle, a 15€, visto il prezzo (praticamente 5€ a libro) credo sia andata esaurita. Tra l'altro questa edizione l'ho trovata solo su Amazon, nelle librerie vere ovviamente non c'è.

Beh...che dire: consiglio di imparare/rispolverare l'inglese! 
Difatti io credo che leggerò questi libri con l'ausilio del vocabolario.
Curiosità: sul retro del cofanetto c'è Daenerys!

mercoledì 4 gennaio 2012

Tra saggisti, professori e Montale

Sto studiando Montale.
Dietro ci sarebbero storie lunghissime da raccontare, ma il fatto nudo e crudo è che tra una settimana ho un esame di letterature comparate e sto smattando. Sto maledicendo non l'allegro Montale che ad ogni poesia mi ricorda che in ogni oggetto posso trovare il male di vivere ( vedi il biscotto che annega nel caffelatte la mattina, l'acqua del water che va giù-giù e non ritorna più...continuate voi), non il magrolino Eliot (Montale lo descrive così), non Ezra Pound il (finto) matto. Maledico i professori d'università. Si potrei maledire me stessa per non poter studiare bene visto che ho un sacco di altre cose da studiare, ma preferisco prendermela con coloro che scrivono i saggi. Il primo è senza dubbio Contini: grande studioso di letteratura per chi lo conosce, grandissimo. Peccato che quello che scrive lo capisca solo lui. Io ci ho provato, ma intere pagine di francese non posso capirle appieno: beh, si colpa mia che non so/ho dimenticato il francese. Sconfortata allora poi passo a un'altro saggio, di una donna, Tiziana De Rogatis: sono alla seconda lettura e lo capisco ora. E' molto interessante, MA : perchè deve essere tutto così complicato? Perchè devono esserci interi periodi di quattro o cinque righe con virgole, parentesi, due punti e quanto di più allegro esista nella grammatica italiana? Forse il punto è questo, giocare al rilancio: più spezzetto la frase principale più gli altri faticano a comprendere più fingeranno di aver capito ed apprezzato il tutto. Oppure più gioco con la grammatica più dimostro di saperla usare. Non ce l'ho con tutti i saggisti, ma solo con alcuni, quelli che si divertono a complicare una materia già complessa di suo nelle sue sfumature. Infatti, il saggio che studio per consolarmi è quello del Blasucci: questo è chiaro, semplice, diretto. Deve dirmi che Govoni ha ispirato Montale in diverse poesie, bene, come dirlo? Semplice: breve introduzione di Govoni, e poi elenco di versi di Govoni e versi di Montale a confronto,  e io ho capito. L'elenco è importantissimo, evita di barcamenarmi tra le parentesi e fare i molti collegamenti a mente.
Dopo aver studiato Meneghello, Libera Nos a Malo, e i saggi allegati ho compreso che quello di complicarsi/complicare la vita è una preoragativa tutta italiana. Meneghello vive gran parte della sua vita a Reading, Inghilterra, e si forma nella/con la cultura inglese ( molto, molto, molto brevemente), e da italiano che vive all'estero e guarda all'Italia non capisce perchè gli accademici, gli studiosi per esprimere un concetto debbano essere così complicati (usare i paroloni insomma), anche nelle interpretazioni della sua materia. Per dimostrarlo in Jura, il tremaio confronta due pezzi di saggio, uno inglese e uno italiano, e li commenta ironicamente, sbeffeggiando quello italiano ovviamente.
Tornando al mio amicone Montale. Studiando gli odiosi saggi ho pensato che anche lui fosse come loro. E invece no. Tra le varie cose, ho anche una 'bellissima' dispensa con articoli e mini-saggi, tra cui alcuni scritti da Montale: e sorpresona, lui è chiarissimo. A volte fatico, ma perchè sono pensieri complessi, non perchè sono periodi complessi. Come Eliot, e gli altri. Loro sono chiari nel dire quello che vogliono dire.
Allora perchè i professori devono giocare sporco ?
Io ho abbandonato questo corso dopo due lezioni. Il professore aveva la voce piatta, citava almeno 3 poesie al secondo, e aveva tutti quei difetti da classico professore-universitario-snobbone. Non so come sarà l'esame. So solo che i saggi che devo preparare sono al limite del comprensibile, so che probabilmente al professore interesserà poco che Montale penso di averlo capito davvero, so che molto facilmente non mi ricorderò una sciocchezza e per questo mi manderà via (successo ad una mia amica ahimè). E allora io non potrò fare a meno di domandarmi (ancora): ma a loro, a questi professori, interessa davvero che noi capiamo? Oppure deve essere solo un sapere&sapere? E se non sai ti boccio, e se anche hai capito l'angoscia del male di vivere ma non sai ti boccio lo stesso.
Magari dico queste cose solo per potermi giustificare nel caso vada male, ma non credo: dopo cinque anni di saggi sono stufa. Sarei più rassegnata se non avessi mai incontrato professori validi, ma purtroppo ne ho incontrati: professori che ti ascoltano, parlano, e fanno passare l'esame come una chiaccherata (se hai studiato). O forse il mio lamento è solo la scoperta dell'acqua calda: i professori che insegnano nelle grosse università se ne fregano di te essenzialmente, forse anche loro non vedono loro di timbrare il cartellino e andare a casa.
Per finire...Montale non mi piaceva molto. E continua a non piacermi molto, ma adesso posso dirlo consapevolmente. Ma come persone mi piace, anche come poesia. Certe poesie sono bellissime quando le leggi, poi le capisci, e beh, sono un po' meno belle forse, vedere il male di vivere ovunque non è il massimo (Il che ci porta a quant'era angosciato Montale). Ogni volta che studio un grande autore penso sempre: come-è-possibile. Come è possibile sapere tutto questo, pensare tutto questo, conoscere tutto questo...senza scoppiare. Poi mi ricordo di chi sono (o dove sono: al limite del fuori corso) e tutto torna. 

PS. Per non sapere intendo le piccolezze, in fondo sono solo più di mille pagine di poesie, esclusi i saggi, credo sia impossibile sapere tutto di ogni poesia, quindi se ti faccio l'analisi al momento e te la collego ai temi principali, beh dovresti essere contento. Ma sembra non sia così.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...