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mercoledì 13 maggio 2015

Appunti per una storia di guerra, Gipi

Gipi è un artista cui mi sono avvicinata solo di recente.
Ho letto S. che è molto bello, tenero e grave allo stesso tempo per la storia che racconta, quella di un padre e dei suoi terribili ricordi, a metà tra storie horror e simpatiche prese in giro.

Da Apppunti di una storia di guerra non sapevo cosa aspettarmi. L'edizione che ho in mano è quella pubblicata dalla Rizzoli nella serie 24/7.
Il mio spaesamento derivava dal fatto che non è riportato da nessuna parte, né sulla quarta né sul segnalibro interno di cosa parlasse effettivamente.
Ovvero, cosa cercavo io?
Cercavo una qualche traccia per sapere a quale guerra si facesse riferimento: quale delle mille aveva deciso di raccontare Gipi?
Una volta letto l'albo invece capisci che Gipi non racconta una guerra, ma la guerra.

martedì 26 marzo 2013

I finalisti del premio Andersen: alcuni libri

Ogni anno la rivista Andersen [che consiglio di leggere a mamme/insegnanti/educatrici/chiunque sia interessato all'editoria per bambini-ragazzi] premia i migliori libri dedicati al mondo dell'infanzia.

Tra i finalisti di quest'anno ci sono alcuni libri che ho avuto la fortuna di leggere e che mi sono piaciuti veramente tanto.

*Nota
Il premio Andersen è diverso dal premio Hans Christian Andersen che è un riconoscimento internazionale assegnato ogni due anni a autori e illustratori che hanno contribuito in modo significativo alla letteratura per l'infanzia.

giovedì 28 febbraio 2013

Colpa delle stelle, John Green: avere 16 anni e dover morire

Un libro per adolescenti che parla di adolescenti, malati -quasi- terminali.
- Tu credi che i vulcani siano affascinanti? Dillo ai diecimila cadaveri urlanti di Pompei. Credi ancora in gran segreto che ci sia una componente di magia nel nostro mondo ? Si tratta semplicemente di molecole senz'anima che sballottano le une contro le altre, totalmente a caso. Ti preoccupi di chi si prenderà cura di te se i tuoi genitori muoiono? Fai bene, dato che loro saranno cibo per vermi da lì all'eternità.
- L'ignoranza è una benedizione.
Colpa delle stelle, John Green,
trad. Giorgia Grilli, Rizzoli, 2012
Di cosa parla:
Hazel ha 16 anni, ha una fissa per American Next Top Model, legge e filosofeggia per ore, e ha il cancro.
Hazel è anche una miracolata: a 13 anni le era stato diagnosticato il cancro, incurabile. Era pronta a morire, eppure il suo corpo quando viene il momento non cede; così i dottori la curano e le somministrano un farmaco sperimentale, noto per non funzionare. Su di lei funziona: miracolo.
Ed eccoci alla Hazel di oggi, annoiata, con genitori iper-protettivi che scambiano la sua noia per depressione e la costringono a frequentare un gruppo di supporto, composto da "un cast mobile di personaggi in vari stadi del malessere indotto dal tumore".
Ed è al gruppo di supporto che conosce Augustus, reduce anche lui dal cancro.
Dopo un gioco di sguardi, filosofeggiamenti vari, ecco che si crea un legame.
Hazel però non vuole legami. Una granata che potrebbe esplodere in qualsiasi momento può permettersi il lusso di legarsi a qualcuno ?

lunedì 7 maggio 2012

Blankets

Avevo tanto sentire di questo fumetto, Blankets. Un capolavoro, un'opera pluri-premiata, da leggere, etc etc.
Ero molto incuriosita da questo "romanzo grafico" e una volta tra le mie mani l'ho letto tutto d'un fiato, o quasi. 
E' una storia autobiografica: l'autore, Craig Thompson, è anche il protagonista. 
Parla della sua vita, da ragazzo, da adolescente un po' emarginato di un paese sperduto del Wisconsin, in una famiglia cristiana ultra-credente. Sono nove capitoli, nove episodi che si incentrano e concentrano su alcuni temi: il rapporto con il fratello Phil, la religione, Raina. E a far da cornice c'è la vita dura e povera dell'America profonda, quella che nei film si vede di scorcio prima che il protagonista parta per New York o altre città. E poi c'è la neve: bianca, soffice, fragile. 

Craig e Raina
E' in mezzo alla neve che si svolge la storia principale: è in un freddo inverno che Craig incontra Raina. Raina è una ragazza carina, gentile, diversa dagli altri ragazzi bigotti e ipocriti del campo religioso. Tra Craig e Raina nasce un'amicizia, si cercano e si trovano in mezzo a tanti: è quel tipo di amicizia che prelude a qualcos'altro, all'amore, ma che ancora non è, perchè non sai ancora come definirlo, però ti fa venire il batticuore. Prima di perdersi di nuovo si scambiano gli indirizzi, si tengono in contatto, si scrivono, si telefonano, a Craig torna la voglia di disegnare. 
Blankets - Craig Thompson
E' difficile descrivere il tipo di rapporto che s'instaura tra i due. Banalmente si potrebbe dire che è amore. Ma non di quelli con la A maiuscola, tipo vero amore, o di passione sfrenata. Ma non è nemmeno un amore platonico. E' un'amicizia/amore/affetto tra due bambini che si trasformano in adulti, tra entusiasmo e goffaggine. La neve spettatrice incarna alla perfezione il legame che li unisce: il candore tipico delle prime volte (non in senso fisico, ma come sensazioni), la fragilità: quando camminiano con più sicurezza crolla inserabilmente sotto il nostro peso, il freddo e il silenzio che scatenano in noi la voglia di cercare qualcuno o qualcosa che ci scaldi, come una coperta. 

Un Romanzo Poetico 
Blankets - Craig Thompson
In Blanktes Craig Thompson rivive con noi gli episodi significativi della sua adolescenza. 
Come quando ricordiamo, a volte le immagini scorrono veloci e la storia è lineare, altre volte un banale ricordo scatena riflessioni su riflessioni perchè rivediamo tutto con il nostro io di oggi. 
Come in un romanzo lui parla, racconta, rivive, sorride, rimpiange. 
Ma poi in mezzo, lascia delle 'poesie': immagini di tavole intere, senza parole, ma vivide, cariche di parole non dette, di sentimenti. E questa poesia non si limita alle tavole silenziose, fa capolino anche "tra le righe" delle altre tavole, quelle dove si narra la storia: vi sono tavole con due o tre parole, ma le vignette, gli sguardi, le ombre creano delle vere e proprie poesie disegnate. Perchè sono delicate nei tratti, ma dal significato forte, a volte opprimente, straziante, a volte liberatorio.

Consigliato
Blankets a me è piaciuto. 
Blankets - Craig Thompson
La storia non è unica, ci sono Craig e Raina, ma ci sono anche Craig e Phil e il rapporto tra i due fratelli è quello più vero e profondo: complici da bambini, validi alleati da grandi. Alcune scene tra i due sono geniali (quella della pipì). Ci sono i genitori di Craig, degni rappresentanti della civiltà religiosa bigotta americana: chiesa, Bibbia, messa, catechismo, Gesù. Ma Craig è stato giusto nel disegnarli: poteva sbizzarrirsi quanto voleva ( e con gli altri si è sbizzarrito abbastanza: vedi i compagni di catechismo) ma in fondo sono pur sempre i suoi genitori, testardi cattolici ma in fondo buoni.
Mi è piaciuto perchè la storia non è banale, affatto. Sulla carta poteva correre questo rischio: la vita di un giovane disagiato (sfigato), sai che novità. Ma Thompson riesce ad esprimere perfettamente il suo ( e nostro) disagio di quando era ancora un bambino nel corpo di un adolescente:
"Non riuscivo a capire come l'anima racchiusa nel mio corpo da bambino potesse essere trapiantata nella sua grottesca controparte adolescente"Blankets - Craig Thompson
Mi è piaciuto, ma...ma mi aspettavo di più. Da un'opera tanto decantata da più parti mi aspettavo tantissimo. I disegni sono belli ma per me sono ancora grezzi, a volte sembrano schizzi, a volte abbozzi. E alla storia manca un qualcosa: sono stata a lungo ferma su alcune pagine, a osservare i disengi, ad assorbire la storia. Alcune pagine mi hanno commossa per la loro semplicità e delicatezza, per le parole non dette. Ma alla fine non so, mi aspettavo quel qualcosa in più.
Sicuramente è un autore che tornerò a leggere, la sua ultima opera è Habibi e anche di questa ne ho sentito parlare molto bene.
 

lunedì 20 febbraio 2012

6. Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach

6. Il libro più corto che tu abbia mai letto. 
Il gabbiano Jonatahan Livingston
108 pagine.


Sinceramente non ho molti ricordi di questo libro. Ricordo che mi era piaciucchiato abbastanza, che era stato al di sopra delle mie aspettative, ma non lo avevo capito, mi aveva lasciata confusa. Però ricordo perfettamente perchè lo scelsi. 
Aneddoto
Ci era stato dato il compito di leggere due 'classici', a 11/12 anni. Senza averci ovviamente detto cosa fosse un classico, o dato perlomeno il pratico elenco libri da cui scegliere. No, molto più un "andate e leggete!" Ma cosa? Dopo un consulto con gli amichetti seri, ognuno partì per la solitaria e disperata ricerca. Andai allora dal mio migliore amico, Sergio il bibliotecario: "Dammi un classico." e lui: " Ma che tipo di classico?". Panico, di nuovo. " Massì, un classico". "Esistono molti tipi di classici, molti generi. Quale vuoi?" "Ah. Non lo so T_T (si ho fatto quella faccia)". Me ne andai avvilita. Allora chiesi a mia madre, e lei, nella sua infinita conoscenza di tutti i film sentimentali di questo mondo mi disse che potevo leggere Jane Eyre. Me ne innamorai. Ma mi mancava sempre un libro, il tempo stringeva e io dovevo trovare un altro classico. Però Marta mi aveva fatto una soffiata: mi aveva parlato di un libro cortissimo e facilissimo da leggere, che doveva essere di sicuro un classico perchè c'era scritto sopra. Partii alla ricerca: trovai e lessi in un giorno Il gabbiano Jonathan livingstone. Capii poco o niente, lo riconosco adesso che ri-leggo la trama; la mia mente di ragazzina aveva afferrato solo la storia dei gabbiani che però mi era piaciuta. 
Poi arrivò il giorno della verità. In classe la prof. credo che si pose parecchie domande sulla sua vocazione all'insegnamento quando vide i nostri libri, uno diverso dall'altro. C'era chi aveva provato a leggere l'Odissea senza riuscirci, chi aveva letto Pinocchio, chi aveva provato con Guerra e Pace, chi qualche best-seller ingannevole da supermercato, chi non aveva letto nulla. Ricorderò la sua faccia per sempre: " Ma...non avete capito!". No.

martedì 14 febbraio 2012

1. La collina dei Conigli di Richard Adams

30 Giorni di Libri.
Ho deciso di partecipare a questo..."gioco" trovato su facebook. Non so se riuscirò a rispettare tutti i giorni o se riuscirò a ricordarmi tutte le emozioni che mi hanno dato i libri. Però ci proverò.

1- Il tuo libro preferito.
La collina dei conigli - Adams
Ho pensato a lungo a quale sia il mio libro preferito. E' anche il motivo per cui ho aspettato tanto prima d'iniziare a giocare: come posso dire quale sia il mio libro preferito? Impossibile mi son detta. Troppi libri ho amato. Eppure pensandoci bene alla fine ho ricordato e ho trovato questo libro, la Collina dei Conigli.
Ricordo che avevo 12 anni. L'avevo chiesto come regalo a "S. Lucia" e lei da brava Santa (sotto le mentite spoglie della zia) me l'ha portato. L'ho lessi in una notte intera, o almeno ci provai (ero ancora una dilettante): la mattina a colazione sbandavo alla ricerca del latte e tra uno sbadiglio e l'altro raccontavo tutta eccitata a una mamma e a un fratello indifferenti le avventure di Moscardo, Parruccone/Sglaili, Quintilio...
Non riuscivo a smettere di leggere, dovevo assolutamente sapere come sarebbe finita.
Può sembrare assurdo che una storia di conigli possa essere così avvincente, ma è così. Non so come Adams abbia potuto partorire una storia così dettagliata e così vera. Un piccolo capolavoro. 

lunedì 13 febbraio 2012

Le mie librerie: la Feltrinelli della Stazione Centrale di Miano

Piccola Premessa
Sarebbe molto bello parlare delle piccole librerie indipendenti, quelle sconosciute e polverose che straboccano di libri. Non ne parlerò per adesso perchè : 1. sono allergica alla polvere, il che m'impedisce di avvicinarmi a questi stereotipi romantici; 2. sono molto concreta; 3. queste librerie sono merce sempre più rara, ma esistono e resistono, ne parlerò prossimamente ( dopotutto gli stereotipi romantici un po' mi piacciono).
Spiego il punto 2: mi duole ammettere che preferisco comprare un libro nelle grandi catene, perchè posso 'raccogliere punti', perchè posso facilmente trovare sconti, perchè posso ciondolare tranquillamente per la libreria senza sentirmi obbligata a fare qualcosa, senza dover dare alcuna spiegazione. Nelle catene però compro solo i libri più "famosi", o i classici, quelli che ti vendono col 3x2, i libri di successo. In realtà pensandoci puoi trovare solo questi libri nelle catene.

La Stazione Centrale
Come si sarà capito, sono spesso in giro, più che altro per la Lombardia. Passo molto tempo ad inseguire treni e in attesa di treni. Minuti che spesso diventano ore in questi giorni di scioperi e freddo e che si assommano ai ritardi cronici.
 La stazione centrale di Milano è diventata negli ultimi tempi una delle stazioni dove preferisco attendere l'inizio dei miei viaggi. Di solito dipende da dove mi porta la metro, quando mi attardo a scendere c'è sempre Lambrate in fondo. Ma aspettare a Lambrate è diventato noioso: perchè sul treno non trovo mai posto per sedermi (e leggere), perchè ha solo una piccola libreria Mondadori con niente d'interessante, che conosco a memoria. In stazione Centrale invece il 24 novembre 2010 ha aperto la Feltrinelli numero 101: una libreria-store, di 4 piani pieni zeppi di libri, cd, dvd e cianfrusaglie varie (= biscotti, grissini, magneti, puzzle etc etc).
Adesso aspettare il treno non è più così opprimente. A ogni piano c'è un'entrata, e quella al terzo è a un soffio dai binari: davvero comoda.

Esplorando la libreria
Se in quest'ultimo anno siete stati a Milano in treno credo avrete avuto l'occasione di vedere la Feltrinelli coi vostri occhi: almeno un giro l'avrete sicuramente fatto se siete dei lettori. Anche perchè la Feltrinelli è quasi sempre aperta: tutti i giorni, dalle 7.00 alle 22.00, orario continuato ovviamente.
Comunque. Mentre aspettavo il treno ho gironzolato tra i vari piani per vedere quale ordine fosse stato usato per sistemare i libri, verificato poi su internet. ( Si non avevo niente da fare). Ed ecco qua:
Piano terra: libri da viaggio, alimentari, assortimento di libri in lingua straniera, mappamondi e cartine in questo periodo, libri in offerta (Libri della Tea al 25% di sconto, Bur e Bompiani Tascabili al 25%) edicola internazionale, storia locale: ovvero Milano in tutte le salse. Non mi soffermo mai molto: un'occhiata veloce ai libri in sconto, all'edicola, e poi salgo, anche perchè ci sono poche poltrone dove sedersi comodamente.
Piano secondo: spazio "Kidz", libri per bambini e ragazzi, cd e dvd, giochi in scatola, videogames, fumetti, manga. In questo piano mi soffermo di più, anche se pure in questo piano ci sono poche poltroncine. Mi piace stare nel reparto per bambini a sfogliare i libri per i più piccoli, disposti appositamente al loro livello. Ci sono libri enormi e colorati, libri pop up, libri per non mangiare troppo, libri per capire cos'è il muco...tutti da sfogliare e leggere se si ha un po' di tempo. Vista "sull'ammezzato commerciale", ovvero l'interno della stazione, vedi gente che corre, gente che trascina la valigia ribelle, gente che s'ingozza di brioches mentre fissa l'orologio. Interessanti visioni insomma. In questo piano c'è anche il reparto fumetti/manga, ben in vista: mi fa piacere vedere che siano stati messi al centro dell'attenzione, anche se l'offerta per adesso è ancora scarsa, i volumi esposti erano i classici dei fumetti. Ma in fondo siamo in una libreria, non in fumetteria.
Piano terzo: il piano principale, dove si riversa la maggior parte della gente. Qui c'è la narrativa  classica e contemporanea; saggi, libri di storia, filosofia erudita e filosofia spicciola ( del tipo "come essere felici in dieci giorni"); libri di cucina, di cani-gatti-cucciolame vario, fai da te; libri rosa, libri gialli, libri verdi. Insomma un po' di tutto per accontentare almeno in minima parte l'enorme varietà di gente. In questo piano poi si trovano le famose comode poltroncine, ben disposte in fondo alla sala, perennemente occupate. E c'è anche un bel tavolo rotondo, anche questo con posti ad esaurimento. C'è qualcuno che legge il giornale, qualcuno che lavora al computer, qualcuno che si è preso una pila di libri dagli scaffali e legge con tutta calma, qualcuno che scrive. Cappotti, sciarpe, zaini, borse appoggiati sulla sedia  a terra. Sottofondo: musica e un leggero brusio della gente che parlotta. Ma qui siamo sul fondo: più ti avvicini all'uscita, più il rumore aumenta, la gente che corre, gli annunci all'altoparlante, i treni che arrivano.
Piano quarto: "una sala monumentale di circa 500 metri quadrati, non sarà destinato alla vendita, ma diventerà uno spazio eventi dedicato a un grande milanese, Giorgio Gaber, dove avranno luogo incontri, presentazioni, proiezioni e show-case di grande impatto". Cito dal sito perchè non ci sono mai stata, ma spero di visitarla presto. Probabilmente il 28 Febbraio quando alle 18.30 ci sarà Marco Travaglio che presenta il libro Mani pulite (Chiarelettere). 



E' un libro di Lane Smith
Aspettare di partire può essere molto noioso. Molte cose possono ammazzare il tempo, leggere è solo una di queste. Prima che inizi il viaggio però mi piace gironzolare, esplorare. L'ultimo reparto in cui mi sono persa è quello dei bambini. Ho iniziato sfogliando a caso i libri che probabilmente non comprerò mai: e ho trovato quello di Lane Smith.
E' un libro formato in quarto (credo), di 32 colorate pagine fatte di carta lucida, liscia liscia. I protagonisti sono una scimmia, un asinello, un topolino. Sono disegni semplici, e come tutte le cose semplici sono bellissimi. La pagina grande aiuta a godersi il disegno appieno e così scopri i piccoli particolari, come il cappellino della scimmia o il colore che sfuma lentamente. Il testo della storia è scritto bello grande e con poche essenziali parole: ai bambini in fondo basta poco per capire (invece noi di quanti paroloni abbiamo bisogno ?).
E' un libro che ho letto in mezz'oretta, si legge in poco insomma, ma proprio questa semplicità colpisce: poche semplici parole fanno capire il divario che non sarà mai colmato tra il prodotto tecnologico e il prodotto manuale, vero, da toccare.
La storia si svolge in poche scene: la scimmia legge comodamente sulla poltrona il suo libro, l'asino gli chiede cosa sia il libro, cosa fa il libro, a cosa serve il libro ed elenca le infinite possibilità del computer/smartphone/tablet. Un piccolo scontro tra ebook e libro? No, perchè sono cose diverse, e anche l'asino lo capisce quando tocca il libro, quando lo guarda. E capisci così che il libro non potrà mai essere sostituito, sopratutto per i bambini. Cambierà forma, certo, ma il libro continuerà a esistere e resistere: come si può rinunciare al possedere "la storia"? Sopratutto i libri per bambini: sono piccoli gioielli che hanno fatto sognare e faranno sognare tantissimi piccoli lettori. I disegni, la rilegatura, le pagine...i bambini sono lettori esigenti e attenti ai particolari, per questo i loro libri sono molto più curati dei nostri e per questo forse i loro libri non spariranno tanto presto (anche perchè quale genitore darebbe il suo prezioso smartphone al figlio cinquenne con le mani sporche di marmellata magari ?).
E' un libro che regalerei sicuramente a un bambino ( se ne conoscessi uno) ma anche a un adulto asino (ne conosco tanti), per far ricordare il piacere del leggere d'una volta.
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