giovedì 26 marzo 2015

Caterina Certezza

C'è un signore scrittore che l'anno scorso era un totale sconosciuto, un signor Nessuno (quasi), uno dei tanti nomi appiccicati su quelle belle copertine bianche dell'Einaudi.
Poi è arrivato, all'improvviso e inaspettato: il premio Nobel per la letteratura.

È così che molti hanno conosciuto Patrick Modiano.
E così anch'io.

Sebbene i libri, i titoli, le quarte fossero affascinanti non ho giocato alla rincorsa dell'autore, allora. Per nessun motivo in particolare, anche se, dopo averlo comunque consigliato, mi era venuta una certa voglia di leggere questo scrittore.

L'occasione si è presentata quando in una delle biblioteche dove riordino libri mi è capitato tra le mani Catherine Certitude, ovvero Caterina Certezza.
Se non l'avete mai visto vi posso dire che si tratta di un libretto grande poco più di una spanna, carta lucida bianca, morbidissimo al tatto.

Ho aperto questo libricino e mi sono imbattuta in questa pagina con un acquerello del bravissimo Jean-Jacques Sempé:


E così mi è proprio venuta voglia di scoprire quale storia per bambini potesse aver scritto Patrick Modiano, premio nobel per la letteratura.

Caterina Certezza è una storia dolcissima che racconta del rapporto tra un padre un po' goffo e una figlia piuttosto sveglia.
È una storia accaduta tanto tempo fa, a Parigi, quando Caterina faceva danza e portava gli occhiali. Una storia che racconta la quotidianità di padre e figlia, lontani momentaneamente dalla madre emigrata a New York.
Sono ricordi che fatti solo di momenti, come quando ricordiamo piccoli episodi accaduti talmente tanto tempo fa che come potremmo dire con certezza quando sono successi?
Però sappiamo che ci sono stati.

Nei rari momenti in cui il suo socio, Monsieur Casterani, era assente, papà si metteva al centro della piattaforma della bilancia e se ne stava lì, immobile e silenzioso, con le mani in tasca e la testa inclinata. Fissava con uno sguardo pensoso il quadrante. La lancetta segnava, me lo ricordo benissimo, sessantasetta chili. Qualche volta mi diceva:
- Vieni anche tu Caterina?
Allora io salivo sulla bilancia. Restavamo lì, tutti e due, sentivo le mani di papà posate sulle mie spalle. Fermissini. Sembrava che stesimo in posa per l'obiettivo di un fotografo. Io mi ero tolta gli occhiali, e anche papà si era tolto i suoi. Intorno a noi tutto era morbido e nebbioso. Il tempo si era fermato. Stavamo bene.


Questa lunga citazione, estratta da pagina 10, esprime perfettamente il rapporto tra Caterina e il padre. Due personaggi che vivono nello stesso mondo vellutato, quasi privo di materialità, dove il tempo sembra potersi addirittura fermare e aspettarli. 
Patrick Modiano (nella traduzione di Maria Vidale) è uno di quei narratori che per stile e parole sconfinano nella poesia a momenti, se non nella forma sicuramente nell'idea.
Leggere questo libro è come fare la stessa cosa che fa Caterina quando va a danza: togliere gli occhiali. 
Una poesia accompagnata da illustrazioni meravigliose, in un perfetto accostamento tra scrittore e illustratore. Jean-Jacques Sempé con i suoi acquerelli rende perfettamente l'idea di questa storia: i colori chiari, certi disegni dalle forme appena abbozzate, il tutto ben impaginato. 
Testo e illustrazioni si completano perfettamente.
Caterina Certezza è un piccolo gioiellino.
Dopo averlo letto diventa quasi obbligatorio andare a scoprire il grande autore che dev'essere Patrick Modiano.

2 commenti:

  1. Non conoscevo questo libro, per rapportarmi a Modiano credo che avrei scelto - forse banalmente - "Nel caffè della gioventù perduta"... Questo mi pare di capire che sia una piccola chicca, belle anche le illustrazioni :)

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    1. Era bello? Io ero interessata da Dora Bruder :)

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