mercoledì 18 settembre 2013

Airbag e altre storie, Pedro Burgos

Una piccola casa editrice bresciana mi ha inviato questo fumetto che ho letto -tardi- con piacere.
- Quando arrivo a questo punto non so mai come far finire la storia.
- A me piacciono i finali inquietanti, pieni di morti violente.
Airbag e altre storie, Pedro Burgos,
MalEdizioni 2013
 Di cosa parla
Questo volume è un contenitore di storie bizzarre, dai tratti grezzi ma incisivi.
Ci sono storie senza capo ne coda, storie folli, storie semiserie, storie agrodolci.

Airbag e altre storie  non piacerà sicuramente a chi ama le storie ragionate, ordinate, lineari.
Questo è stato uno dei miei primi pensieri.
Pedro Burgos è un artista, forse ancora acerbo sotto certi punti di vista, e come tale lascia molto all'interpretazione del lettore. Le storie (come i disegni) sono surreali, non hanno finali espliciti e non hanno spesso senso dal punto di vista razionale.
Eppure non si può che rimanere affascinati dalle "visioni" di Pedro Burgos.
Le storie traboccano di personaggi assurdi e imprevedibili, come nella prima storia Airbag dove durante una lezione di guida all'improvviso la macchina è costretta ad inchiodare: in strada c'è uno strano figuro intento a raccogliere le strisce pedonali:
mi occupo di indagare i misteri di queste geometrie capricciose tatuate sul catrame.
E poi c'è il gelataio scrittore che tutti i giorni deve portare il gelato alla signora quando lei suona, mentre sogna (sogna?) di parlare col gatto del suo blocco da scrittore. E lui gli risponde.
Gatto: quando ho un problema d'amore, conosco un solo rimedio. Saltare sui tetti!
I tetti sono quelli di Lisbona, la città di Pedro Burgos, che ritroviamo sempre nello sfondo delle storie.
In Fra il troppo e il troppo poco e in Amnistia invece i toni si fanno improvvisamente amari: si parla e si ironizza macabramente sulla dittatura in Portogallo. Tra i due mi ha colpita il brevissimo Amnistia che in una pagina ti dice tutto: polizia, oppositori, trucchi di magia.

La storia che comunque mi ha "convinta" è stata quella forse più classica tra tutte, quella con una trama evidente, un finale definito e di una malinconica semplicità quotidiana: Il verso perfetto.
Inizia così:
La poesia era a quei tempi, quasi mille anni fa, un'arte universale e neppure il più feroce dei re guerrieri mancava di coltivarla. Non era strano vedere Mu'tamid, principe arabo, nato a Beja, cercare aiuto tra i suoi nobili per trovare il verso che gli mancava. (...) 
Pedro Burgos in questa storia riesce a conciliare al meglio le parole e le illustrazioni, che essendo già oniriche e surreali si sposano perfettamente con la poesia della storia, una poesia riscontrata sia nelle frasi/versi sia nelle figure di pensiero evocate.
Lasciarsi il passato alle spalle... ma come stabiliamo quello che è "passato"? Siamo certi di essere parte del presente degli altri?
Il verso perfetto è una storia malinconica, breve, quattro tavolte, ma ricca di elementi su cui indugiare piacevolmente, come le parole e i contrasti bianconeri nelle figure e nei volti.

Airbag e altre storie, insomma, a me è piaciuto.
Non è però un fumetto che può piacere a tutti, come ho detto all'inizio.
E' un fumetto che consiglierei a chi ama gli artisti sperimentali, quelli dai disegni surreali un po' da interpretare, e a chi ama le storie un po' stravaganti, eccentriche, dove anormalità e imprevedibilità sono la norma.

2 commenti:

  1. Visto l'ultimo paragrafo (e le citazioni nel corpo del post), direi che mi segno il titolo - penso proprio potrebbe piacermi :)

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    Risposte
    1. Questo per me va proprio a gusti, a me piace :P !

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