lunedì 11 maggio 2015

Maze Runner. La fuga, James Dashner

Maze Runner, il film
Mi sono avvicinata a questa saga perché ho visto al cinema Maze Runner. Il labirinto.
Ho trovato il film molto carino, quindi mi sono avvicinata ai libri di James Dashner.

Da brava nerd sono partita con il primo, Il labirinto, per vedere quanto effettivamente fosse stato fedele il film.
Ho trovato film e libro abbastanza fedeli l'uno all'altro nella trama in generale, anche se qua e là le piccole differenze ci sono sempre. Quelle piccole cose che ti fanno sempre pensare "il libro è meglio".
Parlo di ambientazione, descrizioni, spiegazioni.
Il film è molto veloce, succede tutto molto in fretta perché effettivamente ci sono un sacco di cose da raccontare, prima fra tutti, la più interessante, chi è Thomas, perché ha perso la memoria e perché si trova in una radura piena di ragazzini astiosi.
Nel libro l'autore se la prende con calma, forse troppa, e ci racconta mille cose, inutili ai fini della trama, ma comunque ci sono.



Il primo episodio terminava con i nostri eroi al sicuro finalmente, alla fine delle loro peripezie.
Ovviamente non è così.
Quella era solo la prima delle prove cui sono stati sottoposti, senza sapere perché. E nemmeno noi lo sappiamo ovviamente, anche se abbiamo la certezza che i tipi della Wicked/Cattivo stiano per tirar loro qualche brutto tiro. Come succede in seguito.
In Maze Runner. La fuga Thomas e gli altri radurai/gladers devono affrontare le prove che gli vengono imposte: attraversare un lungo percorso pieno di pericoli creati ad hoc, raggiungere la meta finale e trovare il porto sicuro. Se completeranno il tutto avranno un premio che li spetta. Inutile dire che non sarà una passeggiata e se la vedranno brutta diverse volte, ma i nostri eroi, alcuni perlomeno, ce la faranno.
La differenza sostanziale rispetto al primo episodio è che stavolta c'è qualcuno, una persona vera, che dice loro chiaramente cosa devono fare e come.
E ovviamente la storia non finisce qui perché sappiamo già che c'è un terzo libro ad attenderci.

Una prima cosa che devo dire è che non capisco il titolo italiano del secondo libro, La fuga.
È un titolo sbagliato, fuorviante ripetto all'originale e all'effettivo contenuto del libro. Il titolo vero è The Scorch Trials, che tradotto alla carlona sarebbe Le prove della zona bruciata che ha molto più senso.
Comunque il libro è carino, un buon secondo episodio alla fine di tutto.
Chi si avvicina a questa saga deve tener presente che siamo in pieno campo young adult, si tratta una distopia alla Hunger Games e Divergent, senza il pepe della rivoluzione da compiere.
Nel primo episodio eravamo portati a cercare di capire cosa stesse succedendo nel labirinto, da dove venissero i ragazzini e se esistesse un mondo oltre al labirinto e ai suoi mostri.
In questo secondo episodio invece scopriamo parecchie cose ma non ancora tutte. Thomas qualcosa inizia a ricordare, attraverso i sogni, ma è sempre troppo poco. Inoltre i suoi ricordi ci portano a pensare che la Wicked/Cattivo agisca for the grater good, per un bene supremo, ma a giudicare da quello che capita al ragazzo non sembra proprio che sia così.
La prima parte del libro è infatti costellata di prove che Thomas e gli altri devono affrontare, è molto incentrata sulla paura e sul disorientamento dei ragazzi in un mondo nuovo per loro. Alla lunga però annoia perché James Dashner non si scuce neanche un po'.
Nella seconda parte, quando Teresa entra in azione, si fa tutto più interessante. È qui che assieme a Thomas non capiamo più niente: la Wicked lo sta usando o no? Deve fidarsi dei suoi ricordi a pezzi o deve leggere la realtà dei fatti?
Il bello di questa saga è che le risposte alle domande di Thomas e nostre, volendo, ci sono. Sappiamo cos'è successo nel mondo, cos'è Wicked, chi sono i ragazzini sperduti. Non sappiamo però quanto possiamo fidarci di queste informazioni. In fondo si scopre di continuo che tutto è finzione, allora perché non dovrebbero esserlo anche le spiegazioni che ci danno?
E sembra essere anche quello che pensa Thomas, visto che alla fine decide di non credere più a niente e di stare costantemente all'erta.

Il colpo di scena, la spiegazione delle spiegazioni avverrà di sicuro nel terzo libro, quando sapremo che ne è stato di Thomas. Anche se ho il sospetto che alla fine di tutto ci sarà spazio per un piccolo post-scritto dove scopriremo che c'è ancora qualcosa che non ci hanno detto.
Il punto di forza di questa saga, di questo secondo libro in particolare, è che probabilmente fino alla fine non ci diranno niente sul cosa-come-perché di tutto quello che succede.
Punto di forza che è anche una debolezza perché nel momento in cui scopri cosa c'è dietro passa la voglia di leggere: quindi attenzione agli spoiler.
È diverso da Hunger Games e Divergent perché non c'è nessuna rivoluzione da portare avanti. C'è solo curiosità di conoscere il passato misterioso di Thomas e di Wicked, che è il motivo per cui leggerò anche il terzo.

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