sabato 26 ottobre 2013

Segnalibri #2

(...) io la chiamavo Daguntaj, che significa, in parmigiano, "Dacci un taglio", perché, quando era piccola piccola, che piageva, di notte, (...), quando mi svegliava, di notte, e io la prendevo in braccio, e la cullavo, per farla riaddormentare, io le dicevo, piano, "Daguntaj, Daguntaj, Daguntaj,", glielo cantavo, anche, sulle note di Fra Martino campanaro "Dag-un-taj, Dag-un-taj, Dag-un-taj, Dag-un-taj, Dagun, Daguntaj, Dagun, Daguntaj, Daguntaj, Daguntaj", che non era bellissimo, c'era un po' davergognarsi, ma non mi vedeva e non mi sentiva nessuno, e poi a lei piaceva, mi sembra (...)
La banda del formaggio, Paolo Nori, pag.62

2 commenti:

  1. Ci ho messo tanto ad entrare nel dialetto de "La banda del formaggio", ma è carinissimo... ne è valsa la fatica iniziale!

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    1. Per me non è stato difficile, ma forse si, per chi ne è totalmente estraneo potrebbe esserlo!

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