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mercoledì 19 marzo 2014

Libri senza stereotipi: è possibile?

In questi giorni c'è e c'è stato flashmob molto interessante di cui ho parlato qui.
Si chiama Flashbook senza stereotipi.
In breve: è una sorta di risposta da parte del gruppo Flashbook-letture a ciel sereno alle reazioni esagerate dei politici di fronte all'iniziativa di Camilla Seibezzi (portare 49 libri in asili e scuole per insegnare ai bambini il prezioso valore della diversità).

Forse ne avrete sentito parlare. I giornali hanno riportato la notizia con titoli tipo «49 fiabe gay negli asili dei NOSTRI figli!», alimentando la credenza che si stesse facendo propaganda omesessuale negli asili appunto: indottrinarli da piccoli per averli finocchi da grandi, furbi questi gay eh.

Piccolo Uovo è perplesso.
Pensavo a questa faccenda dei libri accusati di essere gay (senza esser stati letti tra l'altro ne dai giornalisti ne dai politici, hanno altro da fare loro, roba importante).
Chiunque sia un minimo appassionato di albi illustrati avrà reagito in due modi credo: ridendo o strabuzzando gli occhi. 

mercoledì 22 gennaio 2014

Segnalibri #5

Quando si scompare la prima volta, lo si fa in sogno.
La seconda, non si sogna più.
La terza volta, non si vive più che nei sogni delle persone che si sono conosciute.
La piccola mercante di sogni, Maxence Fermine


Veramente carino.
Veloce, semplice e intrigante quanto un sogno.
Leggerò anche gli altri se usciranno in Italia.
Ne ho parlato qui.

giovedì 28 novembre 2013

Segnalibri #4

Alcuni di loro dicono che ci sono soltanto sette possibili trame in tutto il mondo:
L'uomo contro la naura.
L'uomo contro l'uomo.
L'uomo contro l'ambiente.
L'uomo contro la macchina.
L'uomo contro il soprannaturale.
L'uomo contro se stesso.
L'uomo contro la religione. 
(...)
Altri scrittori dicono che ci sono soltanto tre trame: le trame a lieto fine, le trame senza lieto fine, e le trame letterarie (che sono quelle col finale incerto). 
(...)
Ma credetemi, per quanto mi riguarda, esiste un solo tipo di trama.
Uno.
Le cose accadono.
Tutto qua.
Tutt'altro che tipico, Nora Raleigh Baskin, capitolo 2
Che dire?
Bello.
Per bambini e per genitori normodotati, perché esistono anche persone tutt'altro che tipiche.
 

sabato 29 giugno 2013

Contro Hermione Granger, Loredana Lipperini: cosa leggono le bambine ?

Hermione, fan art di Flominowa.
Questa Hermione mi piace perché l'ho sempre
immaginata così:
non bellissima, ma dall'aria simpatica
(da Ancora dalla parte delle bambine.)

Quella che sto per scrivere non è una vera e propria Recensione. Credo che chiunque si avvicini ai libro abbia una vaga idea di cosa parlino, o comunque l'argomento: quali sono i modelli delle nuove bambine? Che cosa sognano di essere ? madri? Ballerine ? Estetiste ? Mogli di calciatori ? Le eroine dei fumetti le invitano ad essere belle.

Credo che siano già state scritte così tante recensioni che non credo serva anche la mia per dire che si, vale la pena leggerlo.
E' uno di quei libri che vorrei che leggessero tutte le donne, tutte le ragazze, tutte le lettrici.
Per favore, leggetelo.
Perché c'è sempre bisogno di saperne un po' di più, sapere come oltre al maschilismo evidente nella comunicazione di massa (ovvero donne ignude ovunque) esiste anche un maschilismo più nascosto, più infido, più subdolo in molti altri aspetti della nostra vita.

sabato 25 maggio 2013

venerdì 5 aprile 2013

Indovina chi viene a cena, Eva Montanari

Indovina chi viene a cena, Eva Montanari, Kite Edizioni
Di cosa parla
La signora Olga, cieca, tutte le sere riceve degli ospiti molto speciali.

giovedì 14 febbraio 2013

Regalare libri d'amore a S. Valentino ?

Dal momento che San Valentino fu un vescovo romano del terzo secolo che venne flagellato e decapitato, non sarebbe forse più opportuno festeggiare la ricorrenza accompagnando la tua ragazza ad assistere ad un brutale omicidio?  Sheldon Cooper, 3x15, TBBT
Gironzolando in diversi blog  ho trovato alcune liste di libri consigliati per S. Valentino.
La mia domanda è stata: perché qualcuno dovrebbe regalare dei libri come pegno d'amore?
Beh, perché si vuole restare in tema con la giornata, l'amore, oppure perché si spera che regalando libri che parlano di amori romantici e irreali alla nostra dolce metà essa possa apprendere per osmosi. O forse perché sappiamo che non leggerà mai quel libro, mentre noi si.

Ho trovato le liste di libri interessanti, contenti spesso dei classici già letti e ri-letti, ma anche altri libri più moderni.
Eppure io non regalerei mai un romanzo d'amore al mio compagno/a. Tralasciando che se volessi regalare un libro ( o comunque fare un regalo),  regalerei almeno qualcosa che gli possa effettivamente interessare, non vedo proprio il motivo per cui regalare un romanzo amoroso; secondo me la lettura di questo tipo di storie può essere piacevole sopratutto a noi che li sfogliamo (in rete o in libreria) e scegliamo.

Per me S. Valentino non è una festa, ma solo un'occasione per chi ha voglia di fare qualcosa. Il regalo ideale è un piccolo gesto, niente di più: un cioccolatino, una frase, uno sguardo, un "io non ti regalo niente perché non c'è bisogno di dire niente oggi che non si possa dire gli altri giorni".

Per questo io, se dovessi consigliare cosa regalare proprio il giorno di S. Valentino, segnalerei tre piccoli, semplici e bellissimi libri per bambini. Da regalare al termine di una bella giornata, al termine di una cena o di qualsiasi altra cosa abbia fatto quella coppia.
Questi perché si leggono d'un fiato, perché contengono piccole grandi verità, perché sono proprio belli da sfogliare.

Una lunga storia d'amore, Laetitia Bourget, Mottajunior


Tutte le belle storie finiscono con un "E vissero felici e contenti".
Ma dopo cosa succede ?
Come sarà l'amore una volta che lei si sarà sciolta i capelli, tolto il vestito da principessa per indossare gli abiti di tutti i giorni ? E lui sarà bello valoroso anche mentre russa e non vi lascia dormire?
Una bellissima storia sull'amore e sulla vita di coppia "dopo".










Io, Philip Waetcher, Aliberti

"Io sono grande. Il mio cuore è grande e io sono sempre pronto a divertirmi".
Si può stare benissimo da soli: si va a scuola, si esce con gli amici, ci si diverte. Ci si gode la vita.
A volte però scatta qualcosa in noi, che ci fa correre attraverso la città, attraverso i prati, attraverso tutto. Per arrivare da te.












Due che si amano, Wolf Elrbruch, E/O edizioni

"L'amore, e tutto quel che gira intorno a cosa sia l'amore, è difficile da definire. Solo una cosa sembra chiara: è qualcosa che ha a che fare coi baci e robe del genere. Due che si amano, in ogni caso, è un libricino per tutti quelli che si fanno domande sull'amore. Su chi voglia, possa e persino debba baciare chi. Sul prima e sul dopo. Sul vedersi, sullo star bene e sul lasciarsi. I versi di Jürg Schubiger e le immagini di Erlbruch ricordano a tutti gli innamorati che, tutto sommato, l'amore è più bello che difficile, e non dovremmo dimenticarlo mai."
(dal sito)

Ho potuto solo sfogliare questo libro, ma lo consiglio caldamente ( sopratutto per via degli autori).







sabato 15 dicembre 2012

Cinquanta sfumature di Cappuccetto Rosso: In bocca al lupo

Cappuccetto Rosso e il Lupo
Un giorno la Mamma dice a Cappuccetto Rosso di prendere il cestino con la torta e di portarlo alla Nonna, attraversando il bosco. Cappuccetto Rosso parte di gran carriera.
Il Lupo la vede, le si avvicina, e le chiede Ma dove vai bella bambina. Dalla Nonna? Che brava bambina. Osserva però il cielo, i prati, i fiori, non correre. Ciao ciao! Cappuccetto Rosso così si ferma, si perde per strada, annusa, osserva, sente, raccoglie. Arriva infine dalla Nonna, e, ma che sorpresa, la trova nel letto, malaticcia, le si avvicina, e gnam: la Nonna si mangia Cappuccetto Rosso.
Un Cacciatore, passando per caso, curioso curioso, va a trovare la Nonna, graziosa vecchietta. Fulmini! Non è la Nonna quella! Così senza farsi troppi problemi, apre la pancia al lupo, estrae Nonna e Cappuccetto, riempie la pancia di sassi al Lupo. Tutti si appartano.
Il Lupo si sveglia, sazio, compie qualche passo, sbam, muore.
Il Cacciatore, la Nonna e Cappuccetto Rosso sono tutti contenti.

E' così che tutti conosciamo la storia di Cappuccetto Rosso, con le relative varianti, ovvio.

E' successo che ho letto un libro illustrato di Cappuccetto Rosso, poi un altro, un altro e un altro ancora. Mi ha affascinata lo sterminato mondo delle rielaborazioni degli illustratori a proposito di fiabe e favole.
Quasi tutti si rifanno alla versione dei Grimm ( a grandi linee quella che ho ri-proposto anch'io), penso perché sia la versione "meno traumatica": nella versione di Perrault infatti Cappuccetto muore. Perrault   è il primo a fissare con parole scritte la fiaba di Cappuccetto Rosso, la scrive nel 1697, e aggiunge una morale, che voleva essere un ammonimento alle giovani donne ( Perrault alla corte di Luigi XIV doveva aver visto di tutto).
Comunque tra i libri che ho letto ho scelto una storia che secondo me merita davvero di essere letta, dai grandi.

In bocca al Lupo
Fabian Negrin, Orecchio acerbo. 
"Mi chiamo Adolfo e sono un lupo."
Inizia così questa fiaba. Parla Adolfo, il lupo, un animale del bosco che mangia  altri animali; lui non si considera cattivo: si nutre. Un giorno sonnecchia tra gli alberi, tranquillo, quando sente un fruscio, si avvicina e la vede: 
"...Sul bordo del bosco, lontano, avanzava una macchiolina rossa che ogni tanto inciampava nei cespugli ... Era una meravigliosa creatura vestita di rosso. La cosa più bella che avessi mai visto..."
Cappuccetto Rosso. Adolfo la segue, le parla, è emozionato: non sapeva che al mondo potesse esistere una creatura così bella. Le domanda le solite cose da lupo, ma con spirito diverso dalle altre fiabe: Adolfo è sensibile, curioso, pieno di stupore. 
In bocca al lupo - Fabian Negrin - Orecchio acerbo
La storia non cambia: arriva dalla Nonna e arriva Cappuccetto Rosso, un lupo è sempre un lupo. Eppure Adolfo è diverso, questa è la sua versione, anche se i fatti parlano chiaro, lui ha dei sentimenti, emozioni che lo tormentano:
"...Che disperazione! Che rimorso! Avevo appena trovato la mia anima gemella e l’avevo già persa, scappai fuori per ululare il mio dolore alla luna. "
E alla fine arriva il Cacciatore, l'uomo, e Adolfo è pur sempre un lupo, che non aveva mai visto una bambina, e quindi non ha mai un uomo e nemmeno il suo fucile: è un animale ingenuo che non ha mai conosciuto il pericolo dell'uomo.

La storia è sempre la stessa, ma raccontata dal lupo e condita da bellissime illustrazioni.  
Fabian Negrin per me non aveva alcun intento pedagogico, ma voleva solo dare voce anche al lupo, raccontare la sua storia: capire perché si avvicina proprio a quella bambina dal cappuccio rosso...le risposte alle nostre domande possono essere quello che non immagineremmo mai.  

In bocca al lupo - Fabian Negrin - Orecchio acerbo
Il libro è solitamente consigliato dai 4 anni in su, ma presenta più livelli di lettura.


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