martedì 6 marzo 2012

12. Harry Potter e l'ordine della fenice, J.K. Rowling

12. Un libro che non ti stancherai mai di rileggere. 
Harry Potter e l'ordine della fenice di J.K. Rowling
 Non ho avuto dubbi nel trovare la risposta a questo non-quesito.
Nessun dubbio simil intellettualoide. L'unico libro che non mi stanco davvero mai di leggere è il quinto di Harry Potter.
Perchè "riassume" (o meglio concentra)  la potteritudine di tutti 7 volumi in sole 33975938 pagine.
Harry non è più il bambinetto dei primi 3 libri, non è ancora il personaggio "tormentato" (...) degli ultimi 2. Harry è un adolescente isterico che vuole giocare a fare l'eroe e che non ascolta mai gli altri ( tutte persone casualmente più intelligenti di lui, tranne Ron). In questo libro i colpi di scena non sono moltissimi, ma in compenso abbondano le informazioni sull'altro mondo magico, il mondo oltre Hogwarts, intravisto fin dalla prima visita a Diagon Alley, da quel " fegato di drago diciasette falci l'etto: incredibile!". La Rowling qui si scatena e io l'adorerò sempre: Dudley dissennato, la nobile e antichissima casata dei Black, Ninfadora-Luna, Il Ministero, l'Ospedale San Mungo, l'Orientamento professionale...
Il meglio dell'mmaginario potteriano sta in questo libro, qui possiamo godere appieno di questo mondo perchè è una fase di passaggio, Harry guarda ancora al mondo magico in modo innocente e stupidamente spensierato. Oltretutto vedere Harry Potter che sfodera la sua frustrazione adolescenziale è fantastico:il-bambino-che-è-sopravssuto ordina al gufo di mordere le dita a Hermione e Ron perchè  non gli hanno scritto lettere, Voldemort svolazza per il mondo ma lui è arrabbiato perchè non è un prefetto. Etc Etc
Ogni volta che inizio a rileggere Harry Potter parto sempre dal 5.

lunedì 5 marzo 2012

Prossimamente: Cartoomics e Fiera del Libro per Ragazzi

Cartoomics  2012
Cartoomics 2012
Quando:
16-17-18 Marzo, Milano
Orari
9.30- 19.30
Dove:
Milano, Metro rossa, fermata Lotto Fiera, angolo tra Viale Scarampo e viale Teodorico; se si scende ad Amendola si può prendere la navetta che porta in zona fiera  (più info).
Costo
12€ una giornata, 8€ se si scarica lo sconto on line qua ; venerdì 16 Marzo i cosplayers entrano gratis ( più info)

Torna anche quest'anno una delle fiere del fumetto più importanti del Nord Italia, il Cartoomics. In ambito lombardo/milanese ritengo sia la più importante, seguita dal Festival del Fumetto di Novegro che lentamente guadagna terreno ( la Fumettopoli invece continua a perderne).
Noto con piacere che i prezzi si sono fermati, che il simpatico (e gradito) sconto on line continua ad esistere e che anche quest'anno per i cosplayers ci sarà il venerdì gratuito.
Chi abita o gironzola in quel di Milano potrà anche della Cartoomics Week, novità di quest'anno, dal 12 al 16 Marzo. Ovvero: una sorta di fuorisalone che si svolge in città in 50 diverse locations, dalle ludoteche ai teatri, dai bar ai cinema dove proietteranno film d'animazione, anteprime, presentazioni. La maggior parte delle proiezioni sono gratuite e si svolgono presso il Cinema Arcobaleno di viale Tunisia e presso il Cineteatro Pax di Cinisello Balsamo. Info sul programma qui; info sulla Cartoomics Week qui.
Previste iniziative e mostre durante la fiera anche in occasione dei 50 anni di Diabolik.
Sito ufficiale: http://www.cartoomics.it/

Children's Book Fair
Fiera del libro per Ragazzi 2012
Quando:
Da lunedì 19 a Giovedì 22 Marzo. 
Dove:
Bologna
Visitatori:
"La Fiera del Libro per Ragazzi è rigorosamente riservata agli operatori del settore: editori, autori, illustratori, agenti letterari, traduttori, produttori cine-televisivi, licensor e licensee, business developer, packager, stampatori, distributori, librai, bibliotecari, insegnanti, fornitori di servizi editoriali, organismi internazionali."
Non sono ammessi bambini e ragazzi al di sotto dei 18 anni. Ergo: se non sei del settore non puoi entrare e se non sei un editore -sopratutto- sei a malapena tollerato.

La Fiera del libro per Ragazzi di Bologna è la più importante al mondo di questo settore. E' la fiera dove gli editori vendono i diritti d'autore ad altri editori (di altri paesi), è la fiera dove vengono presentate le novità editoriali del settore Ragazzi, è la fiera che ogni editore serio che pubblichi libri per Bambini/Ragazzi non deve perdere: mancare significa non esistere. L'anno scorso ci sono stati 1200 espositori provenienti da tutto il mondo: spalmati in 20mila metri quadrati di fiera c'erano almeno 66 nazioni diverse.
Oltre agli editori sono apprezzati gli agenti letterari: basta vedere i servizi loro offerti: accoglienza, ufficio, due linee telefoniche... Gli illustratori, importantissimi in questo settore: ogni anno viene organizzata una mostra per metterli a diretto contatto con editori, la presenza di una giuria inoltre premierà i più talentuosi; a questa mostra era permesso a tutti di partecipare previa selezione, nel caso qualche illustratore fosse rimasto escluso nulla gli vieta di armarsi di pazienza e girovagare tra i vari editori per proporsi. Infine i traduttori, per i quali saranno preparati appositi workshop.
Questi gli ospiti graditi, tutti gli altri sono visitatori graditi solo in quanto paganti (25€).
Beh...non vedo l'ora di partecipare a questi eventi.
Il Cartoomics è una vecchia conoscenza, credo mi manchi il vecchio spazio al piano terra.
Bologna invece sarà una nuovissima esperienza.

Per finire qualche foto di cosplayers fortunelli che non pagheranno il venerdì ( a volte con merito, altre proprio no: certe schifezze dovrebbero non passare). Dal Cartoomics 2011
Panty & Stocking
Immagini tratte da qua.

Lightning Final Fantasy XIII
 
Romeo X Juliet

11.

11.Un libro che prima amavi e che ora odi

Nessun libro che abbia amato anche solo per cinque minuti potrò mai odiarlo. Anche solo per quei cinque minuti di felicità che mi ha regalato.  Mi sforzo di pensare ad un libro del genere ma non trovo.

10. Le cronache fantastiche di Dino Buzzati

10. Un libro del tuo autore preferito.
Le cronache fantastiche, Dino Buzzati
Delitti
Dino Buzzati amava definirsi prima un pittore, poi uno scrittore. 
Era un giornalista, uno scrittore, un pittore, un illustratore.  
Tra tutti i suoi libri questi "racconti" sono i miei preferiti, forse perchè li ho cercati a lungo prima di poterli avere, forse perchè sono gli ultimi che ho letto e che sto ancora leggendo. Mi piacciono perchè Buzzati riesce a rappresentare storie verosimilmente assurde in modo lucido, razionale, analitico grazie alla sua scrittura giornalistica. La follia umana nelle sue mille declinazioni viene costretta in una forma normale, viene tranquillamente inserita nel quotidiano, il Male che tranquillamente sciopera per protestare contro il governo vessatorio, i grassoni che rischiano di essere il prossimo piatto forte, meteoriti che bersagliano la terra ... tutto assolutamente normale, cronaca insomma. 
Credo che il titolo sia proprio azzeccato: cronache fantastiche.

sabato 3 marzo 2012

Quel topastro di Geronimo Stilton

Preambolo
Sto seguendo un corso per aspiranti bibliotecari. Non è la mia aspirazione diventare bibliotecaria, ma devo dire che il corso è interessante. Si parla in gran parte dell'editoria per ragazzi, si analizzano i libri, ho la possibilità di avere tra le mani ogni libro di ogni casa editrice uscito nell'ultimo anno: dal libro per i bambini di 6 mesi a quelli per giovani adulti. Tutto questo per giustificare il fatto che sto per parlare di un personaggio da me odiato ed incompreso, Geronimo Stilton. Uno dei compiti assegnatomi è stato appunto leggere uno dei suoi libri.
Chi è Geronimo Stilton
E' nato a Topazia (Isola dei Topi), è laureato in Topologia della Letteratura rattica e in Filosofia archeotopica comparata. Dirige l'Eco del Roditore, il giornale più famoso dell'isola dei Topi. Ha ricevuto molti riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio Topitzer per lo scoop "Il mistero del tesoro scomparso". I suoi libri, tradotti in 37 lingue, hanno venduto più di 20 milioni di copie soltanto in Italia oltre 40 milioni in tutto il mondo.
Questo è quanto riportato sulla linguetta interna. In realtà Geronimo Stilton nasce nel 2000, nel giro di 10 anni vende qualcosa come 65 milioni di libri in 150 paesi diversi, 20 milioni solo in Italia. Un'infinità di collane, dove si può trovare Geronimo stilton e i suoi amichetti in mille salse diverse: dal viaggio nel tempo al college ( dove la protagonista è Tea Stilton, sorella di Geronimo).

Elisabetta Dami
La mente che ha creato questo personaggio pop-star è Elisabetta Dami. E' la figlia di Piero Dami, editore economico di libri per bambini e ragazzi ( Dami edizioni); in questo ambiente Elisabetta ha lavorato per di più di vent'anni: a 13 anni ha iniziato a correggere bozze, a 15 accompagnava papà alla Fiera di Bologna, a 18 lavorava stabilmente per lui. Tutto ciò fino alla soglia dei 40 anni, quando ha colto l'occasione e ha mollato il padre che non voleva dare spazio a Geronimo Stilton. Al contrario la Piemme ci ha creduto e grazie a una ben congeniata campagna pubblicitaria ha reso Geronimo Stilton una star internazionale. Ma Elisabetta Dami ha solo dato l'input iniziale, ora al progetto Geronimo Stilton lavora un'intera squadra di editor, grafici, illustratori: le storie nascono da un'idea iniziale della Dami che viene poi rivisitata/rimaneggiata dal team fino a diventare uguale a tutte le altre. 

Stilton e la storia che (non) fa ridere
Per il mio compito ho letto C'è poco da ridere, Stilton!, scelto a caso dal mucchio, dove tutti i libri erano della collana " Storie da ridere". In breve: Geronimo e il nonno ( ndr: colui che gli ha lasciato la direzione del giornale di famiglia, ah il nepotismo!) sono a un mercatino, tra le varie cianfrusaglie trovano un libro di Geronimo Stilton che non ha scritto lui. GS ricorda ed ecco che inizia la storia, ovvero sull'isola dei Gatti circolava questo libro e tutti i gatti lo trovavano divertentissimo. Quindi il Re Gatto proibisce di ridere, a ovviamente non ci riesce, comunque decreta che indubbiamente il colpevole è GS. Il topastro arriva sull'isola e assieme ad alcuni amici gatti smaschera l'inganno: il libro era stato stampato dalla nipote del re Gatto, che aveva certi progetti lucrosi. Finisce tutto bene, GS torna a casa felice e contento ma alcune copie rimangano in giro...ed ecco che si torna al mercatino, la storia finisce.
E' una storia semplicissima, al limite del banale. Non comunica nulla, non racconta niente che non si sia già visto e rivisto in televisione, nei telefilm di Disney Channel, nei film televisivi di serie B o nei cartoni animati pessimi stile Winx o Ben Ten. L'unico elemento carino è la grafica: le parole particolari hanno un carattere tutto loro, ed esempio "risata" era scritto con le lettere con le faccine sorridenti, "tremore" era scritto con caratteri tremolanti etc etc. La particolare attenzione per la grafica rende però GS un ibrido tra un libro e un fumetto: qua e là ci sono delle immagini con tanto di nuvoletta dove è ri-portato il testo scritto, così volendo puoi saltare lo scritto e leggere solo le immagini.

Una generazione diversa
Sinceramente non capisco come a un bambino possa piacere un libro del genere quando in giro ci sono tanti altri libri che per me sono molto più belli. Ma mi è stato spiegato che quei libri probabilmente ai bambini di oggi non dicono più niente: storie troppo lente e troppo "smelense". Autori come Rodari, Piumini oggi non farebbero più il successo di una volta. Perchè è cambiato il modo di leggere, di pensare, di vedere le cose: quello di oggi è un mondo veloce, immediato, semplificato e i ragazzini d'oggi sono nati e sono cresciuti in questo clima ( i cosiddetti nativi digitali). Ed è per questo che a me e a quelli delle generazioni precedenti queste storie non piacciono: non ci comunicano niente perchè non le capiamo in quanto vecchi ( anche se: c'è davvero qualcosa di profondo da capire in una storia terra-terra come questa ?). Ma è davvero così? Solo un problema di generazione ? A me viene il dubbio che i bambini leggano queste storie, questi libri ( tutti quelli su questo stile insomma) unicamente grazie agli input pubblicitari e al grandissimo lavoro di marketing che viene fatto. Non riesco a concepire che si possa preferire uno Stilton a un Roal Dahl ad esempio o le storie di Tea Stilton (ndr: la sorella) a quelle della Pitzorno.
Inoltre, paragonare personaggi simili è quasi dissacrante, nei confronti degli autori veri ovviamente: da una parte ci sono storie dove si deve lavorare di fantasia, storie dove ti immedesimi in qualcun altro, dall'altra parte le storie di Geronimo e Tea (e tutte quelle collane ultracolorate da supermercato) sono per la maggior parte storie che abbiamo già visto in tv, storie dove c'è sempre un personaggio in cui un ragazzino s'identificherà: Geronimo Stilton è il secchione, Tea è la fighetta, poi c'è il tipo che mangia, i tipi alla moda, i finti-bulli etc etc.  
E mi viene sempre più il dubbio che mi stia sfuggendo qualcosa, perchè se un tipo di libro mediocre vende milioni e milioni devi farti qualche domanda, inevitabilmente ti vien da pensare che questi libri vendano perchè piacciono davvero. E se a te non piacciono forse significa che sei proprio rimasto una generazione indietro, sei nel dimenticatoio assieme a quegli autori. Ci sarà ancora posto nel futuro per loro?
( Nel mio caso: ci rimango ben volentieri nel dimenticatoio, le storie inutili di GS le lascio a chi le sa  apprezzare).

9. Io sono Judith di Anke De Vries

9. Un libro che ti ha fatto crescere
Io sono Judith, Anke De Vries

Ho letto questo libro quando avevo 12 anni.
Mi ha fatto crescere perchè mi ha svelato un mondo, quello delle famiglie non-felici. Fino ad allora ero vissuta allegra e felice tra le mura di casa, senza pensare al fatto di essere fortunata ad avere una mamma e un papà che si volevano bene, che mi volevano bene. 
Dopo, crescendo ho iniziato a guardare i telegiornali, a leggere i giornali, ad ascoltare...Storie come quella di Judith sono purtroppo frequentissime. Judith ha 14 anni (se ricordo bene), un fratellino  a cui vuole tantissimo bene e un amico sincero che le vuole bene. Judith ha anche una mamma: una mamma debole, infelice, che sfoga su di lei le sue paure, i ricordi che fanno male. Mi è piaciuto questo libro, mi è piaciuta Judith perchè anche lei cresce, anche lei capisce che così non può andare avanti... 
Un bel libro, nella collana giusta.

martedì 28 febbraio 2012

8. Le trentasei vedute del monte Fuji di Hokusai

8. Un libro che consiglieresti. 
Le trentasei vedute del monte Fuji, Hokusai

Non saprei esattamente che libro consigliare ai diversi tipi di persone che incontro ogni giorno.
Ogni libro narra una storia diversa, ogni persona è diversa dall'altra.
Comunque non sapendo cosa consigliare, se mi trovassi nella situazione di dover per forza consigliare qualcosa, opterei per un libro d'illustrazioni. E nel particolare, questo libro d'illustrazioni: perchè mi piacciono i manga, perchè mi piace il Giappone, perchè il libro è fatto molto bene. Sono illustrazioni semplici.

Ecco di cosa parla questo libro all'incirca.

Il fiume di Tama nella provincia di Musashi
Il tempio Hoganji di Asakusa a Edo
Neve mattutina a Koishikawa

giovedì 23 febbraio 2012

7. Che ne è stato di te, Buzz Aldrin? di Johan Harstad

( Saltare i giorni, il mio nuovo hobby)


7. Il libro che ti descrive. 
 Che ne è stato di te, Buzz Aldrin ?
Avete mai desiderato essere i primi in assoluto? Essere sempre al centro dell'attenzione? Ecco, questo libro allora non fa per voi. 
Questo libro è per chi è felice di essere arrivato secondo, per chi non ha bisogno di essere guardato costantemente dagli altri, per chi vive senza pretese. Mattias vuole essere parte del meccanismo, non il risultato finale. A lui piace sapere che quello che fa è una piccola parte di un insieme più grande, vuole che il suo lavoro sia quello che sei abituato a dare per scontato e quando non succede, ti trovi spiazzato. Non vuole essere quello che decide, dirige, sceglie non per pavidità, ma perchè sa che tutto quello che le persone "importanti" fanno non sarebbe possibile senza gli altri, quelli come lui, gli invisibili.
"Certi vogliono solo essere una parte del tutto. Utile, anche se modesta. Non tutti hanno bisogno del mondo intero. Io volevo solo stare in pace"
Mi descrive perchè a me non è mai piaciuto stare al centro del palco, fare la protagonista. Mi è sempre piaciuto stare dietro le quinte, costruire il 'prima' per poi godere del risultato finale assieme agli altri. Anche se stare sempre dietro le quinte a volte può diventare nocivo, il tuo momento arriva sempre. E questa è la storia di Mattias, che un giorno capisce che non puoi sempre essere una parte del meccanismo, a volte il meccanismo devi costruirlo tu.

mercoledì 22 febbraio 2012

Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda: il lungo viaggio di Enaiatollah, bambino afgano

Nel mare ci sono i coccodrilli - Fabio Geda
La storia
Tre cose Enaiatollah non dovrà mai fare: usare droghe, usare le armi, rubare. Sono le ultime parole che gli lascia sua madre, sussurate nella notte; la mattina dopo lei non c'è più.
Enaiatollah Akbari, afgano, a dieci anni è costretto a crescere. E' solo, in Pakistan, un paese che non conosce e di cui non conosce la lingua. Inizia a lavorare, per avere qualcosa da mangiare e un posto in cui dormire e lavarsi. Enaiatollah è bravo, è gentile, non ruba. Un giorno un mercante gli propone di fare il venditore per lui, con i soldi del suo lavoro avrebbe potuto comprare la merce  e poi dividere a metà i guadagni.
"Osta sahib, io non ricevo soldi per mio lavoro al samavat. Solo la possibilità di vivere lì."
Così inizia il lungo viaggio di Enaiatollah. Da un lavoro all'altro per racimolare ogni volta quel tanto che basta per vivere e poi per andar via, inseguendo il sogno di una vita migliore: dal Pakistan all'Iran, dall'Iran alla Turchia, dalla Turchia alla Grecia, dalla Grecia all'Italia. Un viaggio lungo quasi dieci anni. 

Il grande coraggio di Enaiatollah
La storia ha il sapore di uno schiaffo datoci da nostra madre. Veloce, forte, doloroso. E' la storia vera di un bambino di 10 anni abbandonato in quella parte del mondo che noi uomini occidentali non vedremo mai. Si, esistono tante altre storie di migranti, questa non è certo la prima e non sarà l'ultima a cui i media hanno dato voce, perchè leggerla? Perchè non te lo aspetti. Si sa come viaggiano i migranti, si sa che i bambini lavorano, si sa che in quei paesi non si può vivere tranquillamente. Si sa già tutto, ma non si conosce davvero: si preferisce compiangere la storia tragica sul momento ( i media ci hanno abituato a questo), pensare che esiste tanta gente cattiva, dimenticare. Quante volte si riflette davvero?
Enaiatollah Akbari
Leggendo questa storia non mi ha colpita la vita difficile di Enaiatollah. No, nessuna lacrima retorica, tanta amarezza semmai. Mi ha raggiunta la sua voglia di non arrendersi, di non accontentarsi, dettata dalla speranza e dalla disperazione. Quando non puoi dormire tranquillo, quando non puoi lavorare tranquillo ( a 10 anni), quando sai che verranno a cercare sempre te, il diverso, l'unica soluzione è partire. C'è tanta paura e tanta ingenuità in questo libro. Il coraggio di Enaiatollah è un mix di ingenuità e ignoranza. E' stato rimpatriato 2 volte, ha visto morire i suoi compagni di viaggio, è quasi morto lui stesso, ma non ha mai smesso di cercare un posto migliore. E non è vero che quando non si ha più niente da perdere è tutto più facile: in gioco c'è sempre la propria vita, fare una scelta è la differenza tra vivere e morire. 
Ha avuto anche tanta fortuna Enaiatollah. Se ha raccontato questa storia lo deve anche alle poche persone occidentali che l'hanno aiutato nel suo viaggio, a quei pochi italiani (purtroppo) che gli hanno fatto pensare che forse poteva fermarsi finalmente.
E' una storia che mi ha commossa per il suo grande coraggio, per la sua grinta, per aver sempre cercato di vivere dignitosamente nonostante tutto. La lotta per la sopravvivenza rende bestiali, ma Enaiatollah ha dimostrato che un'altra strada è possibile.
Qui sotto la cartina del viaggio di Enaiatollah.
Un viaggio di sola andata: Afghanistan-Torino
Il libro
Fabio Geda ha prestato la sua voce a Enaiatollah, scrivendo la storia come fosse una chiaccherata tra il bambino e l'autore. Non ho molto apprezzato questa modalità di narrare perchè i pochi interventi di Geda mi sono sembrati superflui e retorici.
 E' un libro scritto in modo molto semplice e diretto, un pregio e difetto. Difetto perchè per me la storia poteva essere approfondita e raccontata meglio: certe parti mi hanno incuriosita, avrei voluto saperne di più o gustarmi di più certi momenti. Ma così il libro avrebbe perso quella sua semplicità e freschezza che lo caratterizza e che lo rende leggibile da un pubblico composto da bambini e ragazzi. Pregio perchè i suoi difetti lo rendono fruibile anche da un ampio pubblico, quello che non legge molto, magari solo i libri più famosi. Un libro facile, veloce, 'leggero'.
La mia edizione era quella della Mondadorieducation: copertina morbida, brossura, ideale per lo zaino di un bambino/ragazzo. All'interno del libro sono state inserite delle schede informative sui temi trattati nel libro, schede che ho molto apprezzato: brevi interventi per avere un'idea di come funzioni il mondo dell'immigrazione. Ideali per un ragazzino che lo deve leggere per la scuola, ma anche per un adulto che vuole capire qualcosa di più.

Media
Questo libro ha venduto oltre 100mila copie, è stato caso letterario del 2010 e attualmente è in lavorazione un film. E' indubbiamente un libro di successo, magari non un best seller stile Fabio Volo con decine di ragazze urlanti ed eccitate fuori dalla libreria, ma ha comunque fatto breccia nei salotti letterari, primo fra tutti quello di Fazio (qui e qui). In rete ho letto anche commenti molto negativi e acidi su questo libro, critiche a Geda e critiche alla storia stessa. Non capisco queste critiche e le persone che si dicono stupite del successo di un libro comunque mediocre o chi ha detto che la storia può piacere solo a chi s'indentifica nel protagonista. Certo il libro non rimarrà negli annali della letteratura superseria: quello che per me deve rimanere è la storia di Enaiatollah, il modo in cui ha saputo vivere al di là di tutto. Oltre ovviamente a tutta la trafila dell'immigrazione, ma tutto quello per me viene dopo la sua straordinaria voglia di vivere.

lunedì 20 febbraio 2012

6. Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach

6. Il libro più corto che tu abbia mai letto. 
Il gabbiano Jonatahan Livingston
108 pagine.


Sinceramente non ho molti ricordi di questo libro. Ricordo che mi era piaciucchiato abbastanza, che era stato al di sopra delle mie aspettative, ma non lo avevo capito, mi aveva lasciata confusa. Però ricordo perfettamente perchè lo scelsi. 
Aneddoto
Ci era stato dato il compito di leggere due 'classici', a 11/12 anni. Senza averci ovviamente detto cosa fosse un classico, o dato perlomeno il pratico elenco libri da cui scegliere. No, molto più un "andate e leggete!" Ma cosa? Dopo un consulto con gli amichetti seri, ognuno partì per la solitaria e disperata ricerca. Andai allora dal mio migliore amico, Sergio il bibliotecario: "Dammi un classico." e lui: " Ma che tipo di classico?". Panico, di nuovo. " Massì, un classico". "Esistono molti tipi di classici, molti generi. Quale vuoi?" "Ah. Non lo so T_T (si ho fatto quella faccia)". Me ne andai avvilita. Allora chiesi a mia madre, e lei, nella sua infinita conoscenza di tutti i film sentimentali di questo mondo mi disse che potevo leggere Jane Eyre. Me ne innamorai. Ma mi mancava sempre un libro, il tempo stringeva e io dovevo trovare un altro classico. Però Marta mi aveva fatto una soffiata: mi aveva parlato di un libro cortissimo e facilissimo da leggere, che doveva essere di sicuro un classico perchè c'era scritto sopra. Partii alla ricerca: trovai e lessi in un giorno Il gabbiano Jonathan livingstone. Capii poco o niente, lo riconosco adesso che ri-leggo la trama; la mia mente di ragazzina aveva afferrato solo la storia dei gabbiani che però mi era piaciuta. 
Poi arrivò il giorno della verità. In classe la prof. credo che si pose parecchie domande sulla sua vocazione all'insegnamento quando vide i nostri libri, uno diverso dall'altro. C'era chi aveva provato a leggere l'Odissea senza riuscirci, chi aveva letto Pinocchio, chi aveva provato con Guerra e Pace, chi qualche best-seller ingannevole da supermercato, chi non aveva letto nulla. Ricorderò la sua faccia per sempre: " Ma...non avete capito!". No.

domenica 19 febbraio 2012

5. Il Visconte di Bragelonne di Alexandre Dumas

5. Il libro più lungo che tu abbia mai letto.
Il visconte di Bragelonne.
1286 pagine, serie Mammut, della Newton Compton.
La serie Mammut è stata riedita completamente, adesso i volumi sono così. Se li conoscete saprete che la mia è stata un'impresa non da poco: volume gigante, scritto piccolo piccolo. Inutile nasconderlo, una volta finito ero orgogliosa di me ( cosa rara da queste parti).
Ho adorato Dumas, I tre Moschettieri e Vent'anni dopo li ho divorati. Con questo volume si concludono le vicende di D'Artagnan, Athos, Porthos, Aramis e di Raoul, l'ultimo arrivato. Oltre che per i moschettieri mi è piaciuto anche in quanto romanzo storico romanzato (ovviamente). Dopo averlo letto ricordo di aver fatto una breve ricerca sulle amanti di Luigi XIV; si dava da fare il re: 2 mogli, 5 amanti ufficiali, 6 figli ufficiali, 16 figli illegittimi di cui alcuni poi legittimati (wikipedia). Un modo diverso di guardare la storia, eh si.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...