martedì 28 febbraio 2012

8. Le trentasei vedute del monte Fuji di Hokusai

8. Un libro che consiglieresti. 
Le trentasei vedute del monte Fuji, Hokusai

Non saprei esattamente che libro consigliare ai diversi tipi di persone che incontro ogni giorno.
Ogni libro narra una storia diversa, ogni persona è diversa dall'altra.
Comunque non sapendo cosa consigliare, se mi trovassi nella situazione di dover per forza consigliare qualcosa, opterei per un libro d'illustrazioni. E nel particolare, questo libro d'illustrazioni: perchè mi piacciono i manga, perchè mi piace il Giappone, perchè il libro è fatto molto bene. Sono illustrazioni semplici.

Ecco di cosa parla questo libro all'incirca.

Il fiume di Tama nella provincia di Musashi
Il tempio Hoganji di Asakusa a Edo
Neve mattutina a Koishikawa

giovedì 23 febbraio 2012

7. Che ne è stato di te, Buzz Aldrin? di Johan Harstad

( Saltare i giorni, il mio nuovo hobby)


7. Il libro che ti descrive. 
 Che ne è stato di te, Buzz Aldrin ?
Avete mai desiderato essere i primi in assoluto? Essere sempre al centro dell'attenzione? Ecco, questo libro allora non fa per voi. 
Questo libro è per chi è felice di essere arrivato secondo, per chi non ha bisogno di essere guardato costantemente dagli altri, per chi vive senza pretese. Mattias vuole essere parte del meccanismo, non il risultato finale. A lui piace sapere che quello che fa è una piccola parte di un insieme più grande, vuole che il suo lavoro sia quello che sei abituato a dare per scontato e quando non succede, ti trovi spiazzato. Non vuole essere quello che decide, dirige, sceglie non per pavidità, ma perchè sa che tutto quello che le persone "importanti" fanno non sarebbe possibile senza gli altri, quelli come lui, gli invisibili.
"Certi vogliono solo essere una parte del tutto. Utile, anche se modesta. Non tutti hanno bisogno del mondo intero. Io volevo solo stare in pace"
Mi descrive perchè a me non è mai piaciuto stare al centro del palco, fare la protagonista. Mi è sempre piaciuto stare dietro le quinte, costruire il 'prima' per poi godere del risultato finale assieme agli altri. Anche se stare sempre dietro le quinte a volte può diventare nocivo, il tuo momento arriva sempre. E questa è la storia di Mattias, che un giorno capisce che non puoi sempre essere una parte del meccanismo, a volte il meccanismo devi costruirlo tu.

mercoledì 22 febbraio 2012

Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda: il lungo viaggio di Enaiatollah, bambino afgano

Nel mare ci sono i coccodrilli - Fabio Geda
La storia
Tre cose Enaiatollah non dovrà mai fare: usare droghe, usare le armi, rubare. Sono le ultime parole che gli lascia sua madre, sussurate nella notte; la mattina dopo lei non c'è più.
Enaiatollah Akbari, afgano, a dieci anni è costretto a crescere. E' solo, in Pakistan, un paese che non conosce e di cui non conosce la lingua. Inizia a lavorare, per avere qualcosa da mangiare e un posto in cui dormire e lavarsi. Enaiatollah è bravo, è gentile, non ruba. Un giorno un mercante gli propone di fare il venditore per lui, con i soldi del suo lavoro avrebbe potuto comprare la merce  e poi dividere a metà i guadagni.
"Osta sahib, io non ricevo soldi per mio lavoro al samavat. Solo la possibilità di vivere lì."
Così inizia il lungo viaggio di Enaiatollah. Da un lavoro all'altro per racimolare ogni volta quel tanto che basta per vivere e poi per andar via, inseguendo il sogno di una vita migliore: dal Pakistan all'Iran, dall'Iran alla Turchia, dalla Turchia alla Grecia, dalla Grecia all'Italia. Un viaggio lungo quasi dieci anni. 

Il grande coraggio di Enaiatollah
La storia ha il sapore di uno schiaffo datoci da nostra madre. Veloce, forte, doloroso. E' la storia vera di un bambino di 10 anni abbandonato in quella parte del mondo che noi uomini occidentali non vedremo mai. Si, esistono tante altre storie di migranti, questa non è certo la prima e non sarà l'ultima a cui i media hanno dato voce, perchè leggerla? Perchè non te lo aspetti. Si sa come viaggiano i migranti, si sa che i bambini lavorano, si sa che in quei paesi non si può vivere tranquillamente. Si sa già tutto, ma non si conosce davvero: si preferisce compiangere la storia tragica sul momento ( i media ci hanno abituato a questo), pensare che esiste tanta gente cattiva, dimenticare. Quante volte si riflette davvero?
Enaiatollah Akbari
Leggendo questa storia non mi ha colpita la vita difficile di Enaiatollah. No, nessuna lacrima retorica, tanta amarezza semmai. Mi ha raggiunta la sua voglia di non arrendersi, di non accontentarsi, dettata dalla speranza e dalla disperazione. Quando non puoi dormire tranquillo, quando non puoi lavorare tranquillo ( a 10 anni), quando sai che verranno a cercare sempre te, il diverso, l'unica soluzione è partire. C'è tanta paura e tanta ingenuità in questo libro. Il coraggio di Enaiatollah è un mix di ingenuità e ignoranza. E' stato rimpatriato 2 volte, ha visto morire i suoi compagni di viaggio, è quasi morto lui stesso, ma non ha mai smesso di cercare un posto migliore. E non è vero che quando non si ha più niente da perdere è tutto più facile: in gioco c'è sempre la propria vita, fare una scelta è la differenza tra vivere e morire. 
Ha avuto anche tanta fortuna Enaiatollah. Se ha raccontato questa storia lo deve anche alle poche persone occidentali che l'hanno aiutato nel suo viaggio, a quei pochi italiani (purtroppo) che gli hanno fatto pensare che forse poteva fermarsi finalmente.
E' una storia che mi ha commossa per il suo grande coraggio, per la sua grinta, per aver sempre cercato di vivere dignitosamente nonostante tutto. La lotta per la sopravvivenza rende bestiali, ma Enaiatollah ha dimostrato che un'altra strada è possibile.
Qui sotto la cartina del viaggio di Enaiatollah.
Un viaggio di sola andata: Afghanistan-Torino
Il libro
Fabio Geda ha prestato la sua voce a Enaiatollah, scrivendo la storia come fosse una chiaccherata tra il bambino e l'autore. Non ho molto apprezzato questa modalità di narrare perchè i pochi interventi di Geda mi sono sembrati superflui e retorici.
 E' un libro scritto in modo molto semplice e diretto, un pregio e difetto. Difetto perchè per me la storia poteva essere approfondita e raccontata meglio: certe parti mi hanno incuriosita, avrei voluto saperne di più o gustarmi di più certi momenti. Ma così il libro avrebbe perso quella sua semplicità e freschezza che lo caratterizza e che lo rende leggibile da un pubblico composto da bambini e ragazzi. Pregio perchè i suoi difetti lo rendono fruibile anche da un ampio pubblico, quello che non legge molto, magari solo i libri più famosi. Un libro facile, veloce, 'leggero'.
La mia edizione era quella della Mondadorieducation: copertina morbida, brossura, ideale per lo zaino di un bambino/ragazzo. All'interno del libro sono state inserite delle schede informative sui temi trattati nel libro, schede che ho molto apprezzato: brevi interventi per avere un'idea di come funzioni il mondo dell'immigrazione. Ideali per un ragazzino che lo deve leggere per la scuola, ma anche per un adulto che vuole capire qualcosa di più.

Media
Questo libro ha venduto oltre 100mila copie, è stato caso letterario del 2010 e attualmente è in lavorazione un film. E' indubbiamente un libro di successo, magari non un best seller stile Fabio Volo con decine di ragazze urlanti ed eccitate fuori dalla libreria, ma ha comunque fatto breccia nei salotti letterari, primo fra tutti quello di Fazio (qui e qui). In rete ho letto anche commenti molto negativi e acidi su questo libro, critiche a Geda e critiche alla storia stessa. Non capisco queste critiche e le persone che si dicono stupite del successo di un libro comunque mediocre o chi ha detto che la storia può piacere solo a chi s'indentifica nel protagonista. Certo il libro non rimarrà negli annali della letteratura superseria: quello che per me deve rimanere è la storia di Enaiatollah, il modo in cui ha saputo vivere al di là di tutto. Oltre ovviamente a tutta la trafila dell'immigrazione, ma tutto quello per me viene dopo la sua straordinaria voglia di vivere.

lunedì 20 febbraio 2012

6. Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach

6. Il libro più corto che tu abbia mai letto. 
Il gabbiano Jonatahan Livingston
108 pagine.


Sinceramente non ho molti ricordi di questo libro. Ricordo che mi era piaciucchiato abbastanza, che era stato al di sopra delle mie aspettative, ma non lo avevo capito, mi aveva lasciata confusa. Però ricordo perfettamente perchè lo scelsi. 
Aneddoto
Ci era stato dato il compito di leggere due 'classici', a 11/12 anni. Senza averci ovviamente detto cosa fosse un classico, o dato perlomeno il pratico elenco libri da cui scegliere. No, molto più un "andate e leggete!" Ma cosa? Dopo un consulto con gli amichetti seri, ognuno partì per la solitaria e disperata ricerca. Andai allora dal mio migliore amico, Sergio il bibliotecario: "Dammi un classico." e lui: " Ma che tipo di classico?". Panico, di nuovo. " Massì, un classico". "Esistono molti tipi di classici, molti generi. Quale vuoi?" "Ah. Non lo so T_T (si ho fatto quella faccia)". Me ne andai avvilita. Allora chiesi a mia madre, e lei, nella sua infinita conoscenza di tutti i film sentimentali di questo mondo mi disse che potevo leggere Jane Eyre. Me ne innamorai. Ma mi mancava sempre un libro, il tempo stringeva e io dovevo trovare un altro classico. Però Marta mi aveva fatto una soffiata: mi aveva parlato di un libro cortissimo e facilissimo da leggere, che doveva essere di sicuro un classico perchè c'era scritto sopra. Partii alla ricerca: trovai e lessi in un giorno Il gabbiano Jonathan livingstone. Capii poco o niente, lo riconosco adesso che ri-leggo la trama; la mia mente di ragazzina aveva afferrato solo la storia dei gabbiani che però mi era piaciuta. 
Poi arrivò il giorno della verità. In classe la prof. credo che si pose parecchie domande sulla sua vocazione all'insegnamento quando vide i nostri libri, uno diverso dall'altro. C'era chi aveva provato a leggere l'Odissea senza riuscirci, chi aveva letto Pinocchio, chi aveva provato con Guerra e Pace, chi qualche best-seller ingannevole da supermercato, chi non aveva letto nulla. Ricorderò la sua faccia per sempre: " Ma...non avete capito!". No.

domenica 19 febbraio 2012

5. Il Visconte di Bragelonne di Alexandre Dumas

5. Il libro più lungo che tu abbia mai letto.
Il visconte di Bragelonne.
1286 pagine, serie Mammut, della Newton Compton.
La serie Mammut è stata riedita completamente, adesso i volumi sono così. Se li conoscete saprete che la mia è stata un'impresa non da poco: volume gigante, scritto piccolo piccolo. Inutile nasconderlo, una volta finito ero orgogliosa di me ( cosa rara da queste parti).
Ho adorato Dumas, I tre Moschettieri e Vent'anni dopo li ho divorati. Con questo volume si concludono le vicende di D'Artagnan, Athos, Porthos, Aramis e di Raoul, l'ultimo arrivato. Oltre che per i moschettieri mi è piaciuto anche in quanto romanzo storico romanzato (ovviamente). Dopo averlo letto ricordo di aver fatto una breve ricerca sulle amanti di Luigi XIV; si dava da fare il re: 2 mogli, 5 amanti ufficiali, 6 figli ufficiali, 16 figli illegittimi di cui alcuni poi legittimati (wikipedia). Un modo diverso di guardare la storia, eh si.

Eliminate quei libri: censurare le famiglie "diverse"

Censurare, eliminare
A quanto pare quattro secoli di censura cattolica più il ventennio fascista non sono bastati all'Italia. L'ultimo indice dei libri proibiti venne ufficialmente soppresso solo nel 1966, ma l'ultima edizione uscì nel 1948. L'indice cattolico esiste ancora, anche oggi è più che altro una guida bibliografica.
Eppure dopo più di mezzo secolo esiste ancora chi vuole che certi libri non siano letti, non circolino e sopratutto non vengano acquistati dalle biblioteche. Questo qualcuno risponde spesso al nome di Lega Nord. Si era già sentito dei casi di censura nel Veneto l'anno scorso (rimando al blog della Lipperini, qua), qualche tempo fa invece era il caso del libro che "parlava male" dei leghisti (qui) o il libro Piccolo Uovo di Altan (corriere). Oggi al discutere, al confronto civile tra le parti si preferisce eliminare il problema alla radice, in questo caso eliminare il libro: tolto il dente, tolto il dolore. E in questo gioco la Lega è bravissima; sopratutto i soldatini leghisti sparsi per la pianura padana sono molto ansiosi di far vedere ai capi che loro sono "bravi". La scusa ufficiale è sempre che i soldi pubblici non possono essere usati per fini politici ( e la scuola di Adro allora ?).

Famiglie diverse
Piccola storia di una famiglia
Piccola storia di una famiglia. Parla di Meri e Franci che si vogliono tanto bene e vorrebbero costruire una famiglia. Ma sono donne: loro hanno l'ovino mentre per fare un bambino serve il semino. Che fare? Ecco che Franci va in Olanda a prendere il semino per Meri, e dopo nasce finalmente la prima bimba. Ma loro volevano una famiglia numerosa...
Pochissime parole per spiegare in modo semplice e diretto ai bambini perchè qualcuno ha due mamme. E' un libro molto bello, fatto di cartone spesso, con disegni coloratissimi e ben definiti. Un classico libro per bambini insomma, fascia d'età direi 4/5 anni, quando con il libro fai di tutto: lanciarlo, sporcarlo, portarlo in giro...quindi dev'essere bello resistente.
Più ricche di un re
Più ricche di un re. Emma gioca con gli altri bambini, si accorge che tutti hanno una mamma e un papà, lei ha due mamme. Cosa deve dire agli altri bambini? Risposta: che ha due mamme che le vogliono tanto bene e che insieme, tutte tre sono più ricche di un re.
Questo libro è dello stesso formato dell'altro, cambiano solo i disegni: essenziali, scarni ma ugualmente belli. La storia è più semplice, incentrata più sull'amore che sui tecnicismi, probabilmente più adatta a un bambino. Personalmente ho trovato  l'altra storia troppo complessa per un bambino: va bene la clinica, ma ho trovato superfluo specficare l'Olanda. Ma si sa, i bambini quano vogliono sono molto curiosi e adorano i particolari.
 I libri sono editi da Lo Stampatello. E' una casa editrice specializzata in editoria infantile: in particolare i libri si rivolgono a quei bambini che hanno alle spalle famiglie "diverse", ma che si amano ugualmente. Questi bambini, come tutti gli altri, hanno bisogno di riconoscersi, rispecchiarsi nelle storie che leggono. Il tema delle famiglie omosessuali è solo uno tra i tanti: è intenzione dello Stampatello dare voce a quelle esperienze familiari che spesso non trovano posto nella letteratura tradizionale. Tematiche complesse da esprimere con storie semplici, da scrivere in stampatello.

Polemiche
Matteo Salvini con un'interrogazione ne ha chiesto il ritiro dalle biblioteche lombarde. Ha detto che non vuole fare alcuna lezione di morale, ma che la sua era una risposta alle numerose proteste di genitori preoccupati (Repubblica). Il discorso s'incentra sopratutto sulle biblioteche perchè a detta di Salvini sarebbero senza filtro, e ci sarebbe il serio rischio che i bambini trovino questi libri e che rimangano quindi confusi e pieni di dubbi. Salvini vuole probabilmente lasciare gli altri bambini (più di centomila in Italia) nel dubbio e nella confusione: si arrangino se loro sono nati diversi.
Polemiche a parte, la cosa triste di questa faccenda, oltre alla censura, è che al richiamo di un "capo" ( di una personalità di rilievo nel movimento) rispondono subito gli altri soldatini zelanti. Quanti sindaci leghisti esistono in lombardia? Troppi, entusiasti di poter andare a ficcanasare in biblioteca a vedere se anche loro hanno il famoso libretto e nel caso...
Tutti comunque si dimenticano sempre che il bambino non è un essere nato per autogenesi, esistono dei genitori che al 90% scelgono per lui (quanti bambini di 4 anni girovagano da soli o prendono libri?), e in biblioteca esiste sempre il caro vecchio bibliotecario che non è (non dovrebbe essere) un semplice commesso.

Detto questo, il mio augurio è ovviamente che quest'ennesima farsa si concluda positivamente. I genitori sono gli unici responsabili dell'educazione dei loro figli, sono loro che devono decidere cosa far leggere ai più piccoli. E i genitori preoccupati che i loro figli leggano questi libri dovrebbero ricordarsi che il genitore non può essere part-time.
Una risposta delle mamme ai genitori preoccupati: qui.

sabato 18 febbraio 2012

4. La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano

Ops. Ho saltato un giorno.

4. Il libro più brutto che tu abbia mai letto.
La solitudine dei numeri primi.
Di solito quando leggo un libro che non mi piace, lo lascio, non lo finisco. Questo però l'ho letto tutto intenzionalmente. Era il periodo in cui tutti ne parlavano, tutti erano entusiasti di questo libro, il caso letterario dell'anno. Volevo capire perchè piacesse così tanto e ho capito.
A me non è piaciuto perchè racconta il nulla. La storia è indubbiamente triste, ma questa tristezza masochista viene fatta pesare per tutto il libro. Non approfondisce niente, tanti temi solo toccati e mai approfonditi realmente. E lo stile: pessimo. Manca l'italiano innanzitutto; capisco poi che si sia voluto creare un italiano particolare, adatto ai protagonisti, ma questo esperimento per me non è riuscito, ci sono momenti in cui un po' di sintassi sarebbe stata utile. Scrivere storie tristi è difficile perchè il rischio altissimo è quello di cadere nello scontato e nel banale, cosa che è accaduta. Questo libro non mi è piaciuto anche perchè l'ho trovato furbetto per stile e la storia: creati ad hoc per piacere alle masse. Una storia tragica raccontata in un linguaggio strano, quel tanto che basta per rimanere solo alla superficie dei problemi (l'anoressia). I protagonisti non fanno altro che crogiolarsi nei loro psicodrammi, assieme ai lettori. Furbetto anche perchè il lettore si identificherà sicuramente in questi personaggi pieni di difetti ( chi non ha difetti?), che invece di affrontare la realtà preferiscono trovare modi fighi e accattivanti per raccontare le loro sventure. Il titolo è un esempio.
Per me poteva essere una bella storia. Anche lo stile se curato un po' di più poteva effettivamente essere qualcosa di nuovo. Si è preferito fare un lavoro facile e superficiale. Il resto, potere del marketing.

venerdì 17 febbraio 2012

Social network dei libri, una panoramica: Anobii vs Goodreads? No, vs the world

Librerie virtuali
Ognuno di noi in casa ha la sua libreria su cui stanno orgogliosi i libri che ha amato, che ha a prestito...o che vorrebbe dimenticare (il polpettone trash regalatovi dalla vecchia zia). I libri stanno lì, immobili, ad attendere che un giorno torneremo da loro e voi vi sarete certo domandati se esiste qualcuno che ha amato quei libri quanto noi. Questo oggi è possibile grazie al web 2.0. Esistono infatti parecchi siti, grandi e piccoli, che offrono la possiblità di "costruire" la propria libreria online, vedere chi e quante persone hanno letto un libro, cosa ne pensano, scambiarlo. Questi siti sono i social network dei libri: basta inserire il codice isbn o utilizzare il motore di ricerca e troverete tutto quello che cercate (circa) sul libro che avete tra le mani. 

L'entusiasmo di Anobii
Anobii è stato il primo social network dedicato ai libri. E' nato nel 2006 e per qualche tempo è stato l'unico, cosa che gli ha permesso di diventare il più conosciuto. I servizi che offre sono diventati un must: catalogazione, recensioni, voti, lista desideri, scambio, gruppi di libri/lettura/librerie. 
Ma non è il solo. Sono nati altri social network simili, alcuni dalle funzioni praticamente uguali, altri con qualcosa in più da offrire. Gli altri hanno anche approffittato del fatto che ci sono stati periodi in cui Anobii era visibilmente rallentato: le pagine non si caricavano, per poter modificare la scheda di un libro dovevi aspettare anni. C'era chi parlava addirittura di un prossimo declino anobiano: eravamo alla frutta insomma. Però Anobii sembra (sembra!) avercela fatta. I rallentamenti e malfunzionamenti erano causati dallo sviluppo delle applicazioni per iPhone&Android e dal passaggio a una compagnia inglese sostenuta dalla catena di distribuzione HMV e da case editrici come Penguin, Harper Collins, Random House Group. Il progetto sarebbe quello di creare una nuova versione di Anobii con annessa la possibilità di comprare libri, ma sopratutto e-book ( Amazon starà placidamente a guardare?). 

Goodreads
Inutile dire che mentre il numero 1 si preparava a fare il grande passo gli altri si sono precipitati a raccogliere quei preziosi utenti insoddisfatti, primo fra tutti Goodreads. Il funzionamento è simile ad Anobii: inserisci codice isbn e cataloghi il tuo libro. Leggendo discussioni di utenti Gr scopro che mancano due opzioni, ovvero la wishlist e il sistema dello scambio, ma i dubbi non si fermano qui: c'è il problema dell'importazione della libreria da una piattaforma all'altra ( a qualcuno Gr non ha letto metà libreria), l'affetto per Anobii (chi legge i libri è sempre un sentimentalone in fondo), infine il fatto che su Gr si trovino prevalentemente libri e utenti stranieri: stimolo e deterrente allo stesso tempo. Potete leggere qui e qui le discussioni. Ma Gr ha anche molti aspetti positivi, per me il più interessante di tutti è il profilo autore: ovvero se sei autore hai un profilo dove sono ben visibili i libri che hai scritto, puoi inserire video e presentazioni varie dei tuoi inoltre e in più agli utenti che diventano tuoi fan (come su fb) arrivano aggiornamenti sulle tua attività di scrittore e lettore; un esempio Wu Ming. Inoltre puoi facilmente condivedere libri e recensioni (su facebook e twitter per ora). Se avete bisogno di altre ragioni per essere convinti qui ne trovate almeno 10.

Shelfari
Anche questa piattaforma ha le stesse caratteristiche degli altri social network libreschi, solo che a differenza delle altre è completamente in inglese. Oltre all'inserimento dei libri che hai letto, la votazione, l'eventuale recensione, Shelfari offre la possibilità agli utenti di avere un profilo molto più accurato e in base ai tuoi interessi puoi conoscere persone con gusti libreschi simili ai tuoi. Inoltre, come avrete notato, è sponsorizzato da Amazon, quindi i libri che desiderate potete direttamente acquistarli. I libri che leggi poi possono essere pianificati in diversi modi (l'opzione Shelf): i libri che leggi, i libri che hai letto, i libri che hai intenzione di leggere, i libri che desideri, i libri che hai e i tuoi libri preferiti. 
Altra funzione interessante di Shelfari è la possibilità di leggere il primo capitolo o l'incipit di parecchi libri (in italiano ancora pochi credo essendo S solo in lingua inglese).

Library Thing
Non è propriamente un social network, è un "social cataloging web application". Anche su LT comunque immetti i tuoi libri tramite codice isbn, puoi vedere chi l'ha letto, le tag, le classiche funzioni insomma. Di diverso ha che innanzitutto è nato prima del famoso Anobii(nel 2005) e secondo non è completamente gratis: la tua libreria può contenere solo fino a 200 libri, poi devi pagare una quota annuale, 10$, o una quota vitalizia, 25$. Questo perchè LT è destinato oltre che a privati, anche a librerie, biblioteche e case editrici. Certo anche sugli altri social network potete trovare editori e librai, ma le biblioteche? LT è più che altro uno strumento di descrizione e catalogazione, più simile alla biblioteca che alla libreria. I dati sui libri sono estremamente precisi e numerosi, sono ricavati dalle principali biblioteche (circa 700) e da 6 diversi store di Amazon. Inoltre in base al libro che stai visualizzando ti suggerisce quali libri potrebbero interessarti (questa funzione c'è anche in GR), dove puoi trovarlo on line, nelle librerie e nelle biblioteche vicino a te. Ci sarebbe ancora moltissimo da dire su LT, ma lascio due link che spiegano meglio di me come funzionano.
Qui una presentazione ahimè vecchia (2008) di LT in italiano: vecchia ma esauriente.
Qui invece trovate un bel confronto tra Anobii e Library Thing, a favore del secondo più che altro.
Posso solo dire che l'aspetto "social" sembra sia cresciuto in questi anni, molto meno gli utenti italiani.
 ***
Ecco. Un breve elenco dei più famosi social network che trattano di catalogazione/condivisione libri (se volete approfondire vi consiglio i link).  Ma non esistono solo questi social network, ne stanno nascendo moltissimi nuovi, con funzioni complementari e allo stesso tempo diverse. L'obiettivo comunque è sempre lo stesso: avvicinare i lettori l'uno all'altro, avvicinare le istituzioni(bilbioteche) agli utenti, avvicinare le case editrici ai propri lettori. Condividere e accrescere una passione comune.
E anche l'Italia nel suo piccolo si dà da fare.

Librerie virtuali italiane

Bookerang
Anche questo SN ha le stesse funzioni dei più famosi: gli utenti possono catalogare i propri libri preferiti e scambiarsi pareri, opinioni e recensioni, condividendo il tutto con gli 'amici': infine vi sono anche la classica wishlist, la votazione, i gruppi di discussione: le classiche funzioni insomma. Si rivolge a lettori, autori, librai ed editori. L'obiettivo è promuovere la cultura e difendere il pluralismo editoriale. Purtroppo il sito è ancora in versione beta, quindi ha volte si verificano degli errori di sistema.
L'unico elemento che lo distingue dagli altri SN sembra essere la "la fotocitazione che permette di condividere immagini o frasi di un libro che si vuole commentare"(cit.).

Yabooks
Yabooks
Yabooks nasce per creare e gestire le proprie librerie online, scrivere recensioni etcetc, ma non solo: offre sopratutto la possibilità di creare una sorta di casa editrice di proprietà degli utenti, di creare " una rivista settoriale in formato elettronico, audiolibri e molto altro, fino all’obbiettivo finale di aprire librerie tradizionali gestite da utenti del sito". Per dare vita a questo ambizioso progetto si chiede aiuto agli utenti: si può essere semplici utenti appassionati di lettura o si può decidere di diventare associati pagando una quota annua, 70€. Con questa quota annuale si finenziareanno tutti i progetti di yabooks che verranno decisi dai soci (ovvero tu che sborsi i denari). I soci inoltre potranno beneficiare di sconti nell'acquisto di libri grazie al sistema dei crediti. Per chi si iscrive come socio i vantaggi sono indubbiamente superiori a quello del semplice, anche in termini di gratificazione personale: i soci infatti potranno vedere le loro recensioni premiate con crediti/libri, inoltre i potranno proporre come editor" per la selezione degli scritti che saranno pubblicati attraverso la casa editrice proprietaria"; essere parte attiva nella redazione della rivista letteraria elettronica. Se pensate che siano progetti troppo belli per essere veri e realizzabili, eccovi smentiti: Yabooks ha già pubblicato la sua prima antologia, Amori Molesti, 20 racconti selezionati dagli utenti lettori, pubblicato grazie all'aiuto della casa editrice La Riflessione e distribuito per ora su Ibs. Se siete interessati e volete più informazioni circa l'essere soci o il progetto leggete le FAQ e la Mission di Yabooks: sono molto chiare ed esaurienti, io ho fatto solo una breve sintesi. Consiglio anche un articolo del Corriere Fiorentino.

Bookville
Bookville offre la possibilità di creare e gestire la libreria virtuale, creare discussioni su libri e altri temi, conoscere altre persone (è un social network no?). Si può scegliere tra due tipi di account: Standard e Social. Con la prima puoi gestire la libreria, farti nuovi amici, condividere le letture, creare discussioni sui Libri. La Social invece ti consente di partecipare alla vita sociale di BookVille: suggerire libri agli amici, pubblicare recensioni, migliorare le informazioni sui libri, in modo da accumulare punti cheper farsi una "posizione". Inoltre ogni abitante appartiene a un certo livello in base alla data d'iscrizione, al numero dei libri letti, alle recensioni, agli amici invitati ad iscriversi. Una volta raggiunto un certo livello si può aspirare ad essere convocati alla Corte del Re della tua Regione che ti attribuirà un nuovo livello e ti regalerà un documento (?) che sbloccherà altre funzionalità Social.
Una sorta di Gdr per lettori insomma, dove le missioni sono i libri da leggere. Ma cosa si ottenga proseguendo in questo labirinto di livelli non si sa (la pagina facebook parla di premi settimanali e/o mensili).

Zazie
Zazie
E' l'ultimo arrivato. Archiviare, votare, recensire, curiosare. Niente di nuovo rispetto agli altri SN. Cos'ha in più Zazie? A parte la grafica veramente accattivante, fatta di colori caldi e simpatici, di nuovo c'è la possibilità di inserire un Mood o CDQ accanto ai libri. Ovvero i libri possono essere catalogati oltre che grazie a autore, casa editrice etcetc, anche con l'umore: com'è libro per te? "Per sorridere, per studiare, fa dormire, lascia il tempo che trova, per chi è innamorato (...)", quale di queste? Si possono inserire due mood. Poi puoi inserire anche come/dove/quando leggeresti questo libro per te: "sul tram, camminando, in tenda, prima del sesso, cucinando, in cima al mondo Athos(...)". Un'idea brillante. Peccato che sia ancora in versione beta, quindi per ora è molto povero anche a livello di servizi.

Scambiare i libri

Book Mooch
"Nuova vita ai vecchi libri". Quante volte vorreste disfarvi di un libro ma non avete cuore di buttarlo e al Libraccio vi hanno riso in faccia? Potete provare a scambiarlo su Anobii, ma anche qua correte il "rischio" che rimanga sullo scaffale in eterno se non trovate l'utente che fa per voi. Su Book Mooch non si scambiano libri, si "donano". Tu inserisci i libri che vuoi dare via sul catalogo di BM, facendo questo acquisisci 1/10 di punto. Una volta messi da parte i preziosi punti puoi darti all'esplorazione del catalogo e scegliere i libri che vuoi: li puoi avere pagando con i punti (1 libro costa 1 punto). E ogni volta che qualcuno vorrà il tuo libro e tu lo invierai, guadagnerai un punto. Non si paga nulla: l'unico costo è legato ai costi di spedizione. Qui trovate le istruzioni nel dettaglio e qui una breve descrizione. Se avete libri di cui volete disfarvi lo consiglio. Una cosa interessante è la wishlist: una volta raggiunti i punti necessari vi arriverrano a casa i libri in automatico.

Bookcrossing
Credo che molti avranno già sentito parlare di BK. Anche in questo caso si parla di libri da dare via, ma non devono essere necessariamente libri di cui disfarsi, anzi: BK incoraggia a "liberare" libri che abbiamo apprezzato per permettere anche ad altri di godere di quella storia. Il funzionamento è semplice: prendi il libro, lo registri, lo etichetti (una sorta di "passaporto" BK: potrai seguire il percorso del libro), lo liberi. Esistono tre modi per liberare un libro: puoi regalarlo/inviarlo a qualcuno che conosci o qualcuno che vorrebbe quel libro nella communitu di BK, si tratta di un rilascio controllato; oppure puoi semplicemente liberarlo a caso, abbandonarlo da qualche parte dove sai che esistono dei lettori, il rilascio in libertà; esistono poi le BKZ: ovvero zone scelte dagli utenti come luogo di rilascio, passi di là e sai che potresti trovare un libro se sei fortunato. Ultimo passo, seguire il libro: il lettore che troverà il libro se sarà gentile si registrerà e scriverà dove ha trovato il libro e cosa ne pensa, così che tu sappia il viaggio che sta compiendo il tuo libro. Alcuni libri tendono a rimanere nelle stesse zone, altri girano letteralmente il mondo.

***
Conclusioni
Questo un breve panorama sul mondo dei Social Network pensati per gli amanti della lettura. Ripeto che ne esistono molti altri, ho solo fatto una raccolta dei più famosi e conosciuti, quelli che conoscevo già e quelli in cui mi sono imbattuta mentre cercavo altre informazioni. Il modello di SN a mio avviso più interessante è quello iniziato da Yabooks. Innanzitutto perchè giustamente chi ha dato vita a questo progetto non ha pensato di porsi come "nemico" di Anobii, sarebbe obiettivamente impossibile per un piccolo social network italiano, ma ha deciso di offrire qualcosa in più, di dare un valore aggiunto ai lettori che si iscrivono. A partire dalle semplici librerie virtuali, YB ha creato/sta creando un'occasione di confronto vero tra lettori appassionati e aspiranti scrittori, per dare vita a qualcosa di concreto. 

Pubblicare libri sui Social Network
Esistono poi altri social network che hanno accantonato totalmente l'idea della libreria virtuale e puntano solo sulla pubblicazione degli aspiranti scrittori, ma in modo originale.
Un esempio italiano può essere:
In breve: si possono pubblicare i libri gratuitamente, farli leggere direttamente online, renderli disponibili per il download gratuito in pdf/epub, ed eventualmente venderli. Sul sito esiste una community dove gli autori sono in contatto tra di loro, si confrontano, discutono.

Esempi stranieri:
PubSlush
Questa piattaforma dà la possibilità agli aspiranti scrittori di poter pubblicare i propri scritti, ma con determinati criteri. Innazitutto sul sito verranno esse on-line dall'autore 10 pagine e il sommario del romanzo. Saranno i lettori poi a leggere e giudicare quale romanzo meriti di essere pubblicato e quale no, come? Se il pezzo estratto è piaciuto, se l'autore si presenta bene nella sua pagina, se insomma si vuole sapere come va a finire si supporta l'autore, ovvero si pre-ordina il libro. Attenzione: supportando il libro non si pagherà nulla prima, anzi, solo al millesimo supporto il romanzo potrà essere pubblicato, e solo allora arriverà il conto. Per quanto riguarda l'autore, la PS si a carico dell'intero processo di edizione: editing, stampa, marketing, distribuzione. Inoltre cosa importante: si detiene il copyright delle proprie opere e più aumentano i supporter più si ha la possibilità di incrementare i propri guadagni ( si parte con 5,000$ a 1000 supporter). Quindi...."No cost, no risk! What do you have to lose?"

Authonomy
Altra community di lettori, scrittori, editori. Puoi creare e gestire la tua libreria on line ma puoi anche pubblicare i tuoi racconti, i tuoi romanzi, saranno i lettori a giudicarli. E' supportato dalla HarperCollins, quindi è presumibile credere che i libri migliori saranno pubblicati dalla suddetta casa editrice:
"How do you make money? What’s the catch?  
 HarperCollins hopes to find new, talented writers we can sign up for our traditional book publishing programmes – We've already successfully published a number of books found here and we’ll be reading the most popular manuscripts each month as part of this ongoing search.  "
Quindi sperano di trovare una novella J.K. Rowling e comunque in una domanda dopo si specifica che la HC pubblicherà solo i libri in cui crede veramente, quindi non tutti i romanzi presenti su Authonomy vedranno la pubblicazione.


Per finire. Sembra sia diventato ormai raro trovare il lettore vecchio stampo: spesso solo, al buio, tra gli scaffali di qualche vecchia libreria. Questo è indubbiamente positivo, il confronto aiuta il lettore a crescere, la condivisione dei libri deve stimolare il lettore ad esplorare anche altre librerie, spingendolo verso scaffali sconosciuti ed inesplorati. L'obiettivo dei social network è tutte queste cose, ma sopratutto avvicinare i lettori l'uno all'altro, per dimostrare che non siamo soli nell'immenso mondo dei libri e che a volte è molto più quello che non sappiamo, che non conosciamo.

giovedì 16 febbraio 2012

3. Ascolta il mio Cuore, Bianca Pitzorno

3. Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto. 

 Prisca
Quando lessi questo libro non ero più tanto piccola, però desiderai esserlo. Desiderai andare ancora alle elementari, giocare con le amiche, fare i compiti delle vacanze. E avere un'amica come Prisca. Non volevo essere lei, no. Volevo solo esserle a fianco quando ne inventava una delle sue, con Elisa e Rosalba pronte a darle ( a darci nella mia testa) una mano. Anch'io volevo lottare contro la maestra Sforza, strafogare Dinosaura di gelato, farla pagare all'odiosa Sveva Lopez.
E volevo farlo con lei, Prisca: questa bambina vivacissima, dalla fantasia scatenata, irrequieta, imprevedibile, con un cuore grande così, sempre pronta a difendere i deboli e lottare contro le ingiustizie.

mercoledì 15 febbraio 2012

Il miglior amico dell'orso di Arto Paasilinna: avventure di un reverendo matto e del suo orso da compagnia

La storia in breve
A. Passilinna -
Il migliore amico dell'orso
Oskari Huuskonen è un reverendo luterano che vive in un paesino della provincia Finlandese. Per i suoi compaesani è sempre stato un po' eccentrico: le scappatelle con le ragazze del paese, le prediche davvero molto originali ogni domenica (Gesù Cristo era un rivoluzionario comunista), quella moglie con la puzza sotto il naso che insegna svedese...insomma: c'è abbastanza per fare di lui un personaggio notoriamente strambo. Quando compie 50 anni i suoi fedelissimi e affezionatissimi parrocchiani di comune accordo gli regalano un cucciolo di orso: un po' perchè al reverendo piacciono gli animali, un po' perchè l'orso lo ben rappresenta, un po' perchè casualmente c'era un cucciolo d'orso di cui disfarsi.
Il reverendo tutto sommato accoglie l'orsetto in casa di buon grado, e anche la moglie Saara è felicissima: adorna pulire le feci di Satanasso (nomignolo che gli affibia).
I 50 anni portano ad Oskari anche altri regali, come la crisi della fede, la crisi esistenziale (anche se per i compaesani è semplicemente ammattito definitivamente), e anche una buona dose di frustrazione. Ma ci penserà Satanasso a movimentargli la vita, o meglio a salvargli la vita da una routine che a volte può uccidere (sopratutto se vivi in un paesino ai confini del nulla). Tra vescovi rampognosi, lanci di giavellotto in verticale, navi alla deriva, costruzioni di tane invernali, il reverendo e il suo orso vivranno un'avventura dopo l'altra, come non avrebbero e non avremmo mai immaginato.

Un parere
Ho scelto questo libro dallo scaffale -straordinariamente scarno- della letteratura nordica, in biblioteca. Non ho letto la quarta di copertina e non conoscevo l'autore: ho trovato solo il titolo curioso. Conoscevo solo la casa editrice, l'Iperborea, specializzata in questo tipo di letteratura e brava nel suo lavoro. 
Sono rimasta soddisfatta: ho letto una storia che non è assolutamente prevedibile (forse si se si è letto qualche altro libro di Passilinna), umoristica al punto giusto e ricca di scenari da sogno. 
Il personaggio di Oskari è molto buffo. Non è un personaggio dal carattere forte: è un pasticcione, uno sconclusionato, molto appassionato dell'hobby del momento, di ingegno vivacissimo e originale, e fondamentalmente buono. Quando i compaesani gli regalano l'orsetto non si arrabbia, comprende il velato messaggio, ma non recrimina nulla: anzi, si affeziona a Satanasso, si prende totalmente cura di lui, forse fin troppo. La moglie, Saara, ha il ruolo un po' infelice di personaggio antipatico a prescindere: si vede poco di lei, il tutto però in prospettiva del marito che ne combina d'ogni alle spalle della moglie. Ma Saara non è comunque una protagonista, un personaggio introduttivo direi. La grande star della storia è indubbiamente Satanasso. Il libro inizia con lui e non viene mai abbandonato. Le attenzioni verso l'orso si moltiplicano: da parte di Oskari, da parte del paese, da parte di tutti i personaggi incontrati man mano, e anche dall'autore. Infatti per bocca dell'etologa Sonja ci vengono fornite molte informazioni sugli orsi e sulle loro abitudini: cosa mangiano, quando vanno in letargo, la loro intelligenza, come costruire una tana... Ma oltre a questo aspetto "tecnico", Satanasso è proprio un bel personaggio: certo dalla sua parte ha la fortuna di non poter parlare, al di là di questo però è divertente leggere come lo descrive Passilinna. E proprio il modo di raccontare dell'autore rende questo libro così piacevole da leggere. I personaggi sono al limite del grottesco, ma non sfociano mai nel ridicolo, le situazioni assurdamente inverosimili sono raccontate in modo così semplice da non sollevare polemiche razionali... lo humour permea l'intera storia, è in ogni scena: anche la scena iniziale, di per sè tragica, non riusciamo a non leggerla senza un sorrisetto sulle labbra osservando i vari personaggi muoversi.
Inoltre ho trovato bellissime e appaganti le descrizioni dei desolati paesaggi nordici: questi luoghi dove per km non trovi nessuno, dove d'inverno puoi muoverti solo con gli scii, dove la natura è padrona...luoghi dove la solitudine ti spinge a trovare tutto quello che la vita può offrire. L'ambientazione finale è la mia preferita: un luogo in assoluto contatto con la natura, a un passo dal cielo e dal nulla. Sono luoghi che trovo affascinanti.
Consiglierei questo libro a chi ama le storie improbabili, la natura, il nord Europa e i matti che questi luoghi a volte può partorire: un prete spretato e un orso amici per la pelle, perchè no?

Due parole sulla casa editrice e sull'edizione
Il libro è dell'Iperborea, casa editrice specializzata in letteratura nord-europea. Per la maggior parte tratta libri dei paesi scandinavi ( Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca) e dell'area nederlandese, estone, islandese. Esiste dal 1987 e fino ad oggi ha 3 collane all'attivo: narrativa, saggi di stampo letterario e Ombre (gialli).
I libri devo dire che sono fatti bene: rilegatura a filorefe (aprite pure il libro: le pagine non vi resteranno in mano), copertina morbida ma in carta spessa e ruvida, pagine fatte con carta solida e resistente. Un piccolo investimento letterario: una bella storia e un bel libro. Il formato è particolare: 10x20, quindi un libro stretto e lungo. Scomodo? Affatto. Avendo questo formato particolare si riesce facilmente a individuare i libri Iperborea sia in libreria che in biblioteca, inoltre stanno comodamente in una tasca.

2.La ragazza dello Sputnik, Haruki Murakami

2. La tua citazione preferita.

"Forse, più che le mie abilità, farei prima ad elencare le cose che non so fare. Non so cucinare, né fare le pulizie. Non so tenere in ordine, e ho la tendenza a perdere le cose. Amo la musica ma sono stonata. Per le attività manuali sono negata, non so neanche piantare un chiodo. Il mio senso dell'orientamento è un disastro, e confondo regolarmente destra e sinistra. Ho la tendenza, quando mi arrabbio, a fare a pezzi tutto quello che trovo. Piatti, matite, sveglie. Dopo me ne pento, ma sul momento non riesco assolutamente a controllarmi. Non ho una lira da parte. Sono timida senza ragione, e non ho quasi amici.
Però so scrivere velocemente al computer, senza neanche guardare i tasti
."

Non mi descrive ma ho amato questo pezzo. Dopo averlo letto avevo voglio di abbracciare Sumire.

martedì 14 febbraio 2012

1. La collina dei Conigli di Richard Adams

30 Giorni di Libri.
Ho deciso di partecipare a questo..."gioco" trovato su facebook. Non so se riuscirò a rispettare tutti i giorni o se riuscirò a ricordarmi tutte le emozioni che mi hanno dato i libri. Però ci proverò.

1- Il tuo libro preferito.
La collina dei conigli - Adams
Ho pensato a lungo a quale sia il mio libro preferito. E' anche il motivo per cui ho aspettato tanto prima d'iniziare a giocare: come posso dire quale sia il mio libro preferito? Impossibile mi son detta. Troppi libri ho amato. Eppure pensandoci bene alla fine ho ricordato e ho trovato questo libro, la Collina dei Conigli.
Ricordo che avevo 12 anni. L'avevo chiesto come regalo a "S. Lucia" e lei da brava Santa (sotto le mentite spoglie della zia) me l'ha portato. L'ho lessi in una notte intera, o almeno ci provai (ero ancora una dilettante): la mattina a colazione sbandavo alla ricerca del latte e tra uno sbadiglio e l'altro raccontavo tutta eccitata a una mamma e a un fratello indifferenti le avventure di Moscardo, Parruccone/Sglaili, Quintilio...
Non riuscivo a smettere di leggere, dovevo assolutamente sapere come sarebbe finita.
Può sembrare assurdo che una storia di conigli possa essere così avvincente, ma è così. Non so come Adams abbia potuto partorire una storia così dettagliata e così vera. Un piccolo capolavoro. 

lunedì 13 febbraio 2012

Le mie librerie: la Feltrinelli della Stazione Centrale di Miano

Piccola Premessa
Sarebbe molto bello parlare delle piccole librerie indipendenti, quelle sconosciute e polverose che straboccano di libri. Non ne parlerò per adesso perchè : 1. sono allergica alla polvere, il che m'impedisce di avvicinarmi a questi stereotipi romantici; 2. sono molto concreta; 3. queste librerie sono merce sempre più rara, ma esistono e resistono, ne parlerò prossimamente ( dopotutto gli stereotipi romantici un po' mi piacciono).
Spiego il punto 2: mi duole ammettere che preferisco comprare un libro nelle grandi catene, perchè posso 'raccogliere punti', perchè posso facilmente trovare sconti, perchè posso ciondolare tranquillamente per la libreria senza sentirmi obbligata a fare qualcosa, senza dover dare alcuna spiegazione. Nelle catene però compro solo i libri più "famosi", o i classici, quelli che ti vendono col 3x2, i libri di successo. In realtà pensandoci puoi trovare solo questi libri nelle catene.

La Stazione Centrale
Come si sarà capito, sono spesso in giro, più che altro per la Lombardia. Passo molto tempo ad inseguire treni e in attesa di treni. Minuti che spesso diventano ore in questi giorni di scioperi e freddo e che si assommano ai ritardi cronici.
 La stazione centrale di Milano è diventata negli ultimi tempi una delle stazioni dove preferisco attendere l'inizio dei miei viaggi. Di solito dipende da dove mi porta la metro, quando mi attardo a scendere c'è sempre Lambrate in fondo. Ma aspettare a Lambrate è diventato noioso: perchè sul treno non trovo mai posto per sedermi (e leggere), perchè ha solo una piccola libreria Mondadori con niente d'interessante, che conosco a memoria. In stazione Centrale invece il 24 novembre 2010 ha aperto la Feltrinelli numero 101: una libreria-store, di 4 piani pieni zeppi di libri, cd, dvd e cianfrusaglie varie (= biscotti, grissini, magneti, puzzle etc etc).
Adesso aspettare il treno non è più così opprimente. A ogni piano c'è un'entrata, e quella al terzo è a un soffio dai binari: davvero comoda.

Esplorando la libreria
Se in quest'ultimo anno siete stati a Milano in treno credo avrete avuto l'occasione di vedere la Feltrinelli coi vostri occhi: almeno un giro l'avrete sicuramente fatto se siete dei lettori. Anche perchè la Feltrinelli è quasi sempre aperta: tutti i giorni, dalle 7.00 alle 22.00, orario continuato ovviamente.
Comunque. Mentre aspettavo il treno ho gironzolato tra i vari piani per vedere quale ordine fosse stato usato per sistemare i libri, verificato poi su internet. ( Si non avevo niente da fare). Ed ecco qua:
Piano terra: libri da viaggio, alimentari, assortimento di libri in lingua straniera, mappamondi e cartine in questo periodo, libri in offerta (Libri della Tea al 25% di sconto, Bur e Bompiani Tascabili al 25%) edicola internazionale, storia locale: ovvero Milano in tutte le salse. Non mi soffermo mai molto: un'occhiata veloce ai libri in sconto, all'edicola, e poi salgo, anche perchè ci sono poche poltrone dove sedersi comodamente.
Piano secondo: spazio "Kidz", libri per bambini e ragazzi, cd e dvd, giochi in scatola, videogames, fumetti, manga. In questo piano mi soffermo di più, anche se pure in questo piano ci sono poche poltroncine. Mi piace stare nel reparto per bambini a sfogliare i libri per i più piccoli, disposti appositamente al loro livello. Ci sono libri enormi e colorati, libri pop up, libri per non mangiare troppo, libri per capire cos'è il muco...tutti da sfogliare e leggere se si ha un po' di tempo. Vista "sull'ammezzato commerciale", ovvero l'interno della stazione, vedi gente che corre, gente che trascina la valigia ribelle, gente che s'ingozza di brioches mentre fissa l'orologio. Interessanti visioni insomma. In questo piano c'è anche il reparto fumetti/manga, ben in vista: mi fa piacere vedere che siano stati messi al centro dell'attenzione, anche se l'offerta per adesso è ancora scarsa, i volumi esposti erano i classici dei fumetti. Ma in fondo siamo in una libreria, non in fumetteria.
Piano terzo: il piano principale, dove si riversa la maggior parte della gente. Qui c'è la narrativa  classica e contemporanea; saggi, libri di storia, filosofia erudita e filosofia spicciola ( del tipo "come essere felici in dieci giorni"); libri di cucina, di cani-gatti-cucciolame vario, fai da te; libri rosa, libri gialli, libri verdi. Insomma un po' di tutto per accontentare almeno in minima parte l'enorme varietà di gente. In questo piano poi si trovano le famose comode poltroncine, ben disposte in fondo alla sala, perennemente occupate. E c'è anche un bel tavolo rotondo, anche questo con posti ad esaurimento. C'è qualcuno che legge il giornale, qualcuno che lavora al computer, qualcuno che si è preso una pila di libri dagli scaffali e legge con tutta calma, qualcuno che scrive. Cappotti, sciarpe, zaini, borse appoggiati sulla sedia  a terra. Sottofondo: musica e un leggero brusio della gente che parlotta. Ma qui siamo sul fondo: più ti avvicini all'uscita, più il rumore aumenta, la gente che corre, gli annunci all'altoparlante, i treni che arrivano.
Piano quarto: "una sala monumentale di circa 500 metri quadrati, non sarà destinato alla vendita, ma diventerà uno spazio eventi dedicato a un grande milanese, Giorgio Gaber, dove avranno luogo incontri, presentazioni, proiezioni e show-case di grande impatto". Cito dal sito perchè non ci sono mai stata, ma spero di visitarla presto. Probabilmente il 28 Febbraio quando alle 18.30 ci sarà Marco Travaglio che presenta il libro Mani pulite (Chiarelettere). 



E' un libro di Lane Smith
Aspettare di partire può essere molto noioso. Molte cose possono ammazzare il tempo, leggere è solo una di queste. Prima che inizi il viaggio però mi piace gironzolare, esplorare. L'ultimo reparto in cui mi sono persa è quello dei bambini. Ho iniziato sfogliando a caso i libri che probabilmente non comprerò mai: e ho trovato quello di Lane Smith.
E' un libro formato in quarto (credo), di 32 colorate pagine fatte di carta lucida, liscia liscia. I protagonisti sono una scimmia, un asinello, un topolino. Sono disegni semplici, e come tutte le cose semplici sono bellissimi. La pagina grande aiuta a godersi il disegno appieno e così scopri i piccoli particolari, come il cappellino della scimmia o il colore che sfuma lentamente. Il testo della storia è scritto bello grande e con poche essenziali parole: ai bambini in fondo basta poco per capire (invece noi di quanti paroloni abbiamo bisogno ?).
E' un libro che ho letto in mezz'oretta, si legge in poco insomma, ma proprio questa semplicità colpisce: poche semplici parole fanno capire il divario che non sarà mai colmato tra il prodotto tecnologico e il prodotto manuale, vero, da toccare.
La storia si svolge in poche scene: la scimmia legge comodamente sulla poltrona il suo libro, l'asino gli chiede cosa sia il libro, cosa fa il libro, a cosa serve il libro ed elenca le infinite possibilità del computer/smartphone/tablet. Un piccolo scontro tra ebook e libro? No, perchè sono cose diverse, e anche l'asino lo capisce quando tocca il libro, quando lo guarda. E capisci così che il libro non potrà mai essere sostituito, sopratutto per i bambini. Cambierà forma, certo, ma il libro continuerà a esistere e resistere: come si può rinunciare al possedere "la storia"? Sopratutto i libri per bambini: sono piccoli gioielli che hanno fatto sognare e faranno sognare tantissimi piccoli lettori. I disegni, la rilegatura, le pagine...i bambini sono lettori esigenti e attenti ai particolari, per questo i loro libri sono molto più curati dei nostri e per questo forse i loro libri non spariranno tanto presto (anche perchè quale genitore darebbe il suo prezioso smartphone al figlio cinquenne con le mani sporche di marmellata magari ?).
E' un libro che regalerei sicuramente a un bambino ( se ne conoscessi uno) ma anche a un adulto asino (ne conosco tanti), per far ricordare il piacere del leggere d'una volta.

giovedì 9 febbraio 2012

Una nuova edizione di Pikappa : PK- Il mito

Premessa.
Voi guardare la televisione? E la pubblicità? 
Io di solito no. Ed ecco perchè non sapevo. O meglio sapevo, ma grazie ad amici facebookiani. Ieri comunque ho visto la pubblicità della nuova edizione di Pk, molto entusiasmante. Ho fatto una breve ricerca sul sito del Corriere, ed ecco qua l'articolo che dovrebbe presentare la serie, fatevi un favore non leggetelo. O leggetelo se volete farvi due risate: credo che Dario Fertilio, con tutto il rispetto, sia andato un po' fuori strada e non abbia mai letto Pk in vita sua. In questa pagina invece trovate tutte le info tecniche della nuova serie di Pk, quando esce, costi etc, che comunque dirò alla fine. Ma iniziamo.

Chi è Pk ?
1. Pk - Il Mito  Particolare del 2 risvolto di copertina interno
Pk è Paperinik come si sarà "intuito". Ma non è il Paperinik di Topolino o delle altre storie Disney, dove interagisce con Archimede, zio Paperone e parentame vario. Paperinik in questa nuova storia è il protagonista, l'attore principale. Nasce come serie nel lontano 1996 oramai, in albi stile comics americani, non nel classico formato di Topolino/ Paperinik/ Minnie etc., insomma un nuovo inizio per un nuovo protagonista. Si perchè Pk è diverso da Paperinik, ha nemici diversi, molto più cattivi della classica Banda Bassotti, ha nuovi amici, per lo più intelligenze artificiali, e sviluppa anche un suo personalissimo senso dell'umorismo (aiutato da abili sceneggiatori). E' un eroe che matura nel corso della serie, da scanzonato supereroe di quartiere diventa un eroe consapevole, con segreti e pensieri che a volte pesano come macigni, e che non può confidare a nessuno.

Le 3 precedenti edizioni di Pk
2. Pk-Il Mito Particolare del retro volume
PKNA. Paperinik New Adventures. Questa è indubbiamente la serie migliore, la prima. Si può dividere in tre filoni principali i temi trattati, che corrispondo ai numeri 0: 0/1 Evroniani, 0/2 Il Vento nel tempo, 0/3 Xadhoom.
Gli Evroniani sono alieni distruttori, invadono i pianeti altrui per coolflamizzare la gente ed approppriarsi della loro emotività, il loro alimento e la loro energia. Sono insaziabili. 
Il secondo tema è il viaggio nel tempo, i paradossi temporali, i pirati temporali. Il 'nemico' principale è il Razziatore, predone del tempo che fa tutto quello che noi faremmo: sfruttare il tempo a proprio vantaggio. Ma Pk non è solo, non potrebbe mai farcela contro chi può riscrivere la storia ogni volta che vuole, e infatti lo aiuta Lyla, una papera cyborg, una tempoliziotta incaricata di sorvegliare la sua era temporale.
La storia di Xadhoom si collega a quella degli Evroniani: loro le hanno distrutto il suo pianeta. E' un'aliena che cerca vendetta. Il suo unico obiettivo è annientarli, a qualunque costo, mentre i sensi di colpa per esser sopravissuta la tormentano. Sa che distruggerli non servirà a niente, ma non conosce altra via e comunque gode nel disintegrarli. 
Pk è affiancato da Uno, intelligenza artificiale, che non manca di far notare al suo socio biologico quanto lui sia infinitamente più intelligente e razionale, cosa che non gli ha impedito di soffrire la solitudine. Uno oltre ad essere una valida spalla, rifornisce Pk di tecnologie futuristiche, frutto del genio di Everett Ducklair, personaggio controverso.
Questi i filoni principali, a cui si affiancano altri filoni minori, come le vicende della Pbi (l'Fbi di Paperopoli), quelle di Channel 00, canale dove lavora Lyla e Angus Fangus, giornalista puzzone nemico di Pk che non perde occasione per smascherarlo, e molte altre, come quelle di Due ad esempio.
Sono tre numeri zeri, 49 albi, 4 speciali. 
PK2. La seconda serie uscita nel 2001. E' una serie che prosegue la prima, ma con drastici cambiamenti, radicali. Si fa tabula rasa di tutti i personaggi della prima serie, direi anche giustamente visto che avevano esaurito il loro ruolo. Si incentra la storia su Everett Ducklair, si sposta il tema sui poteri della mente, sulla città di Paperopoli: niente più galassie e viaggi temporali, i nemici sono nelle strade, nei manager troppo ambiziosi, nella solitudine. Infatti Pk si sente solo, Uno in questa serie è stato eliminato.
E' una serie che non fa successo, escono 18 albi e uno speciale, poi si termina in tutta fretta. Forse è una serie troppo buia, troppo ruvida, in fondo Pk è sempre Paperinik.
PK-PIKAPPA. La terza serie, uscita nel 2002. Le peggiore. Si azzera di nuovo tutto, ancora radicalmente. In questa serie Paperino non è nemmeno Paperinik all'inizio. E' un normalissimo papero (parlante) che fa la sua vita tranquilla e un bel giorno viene rocambolescamente  selezionato da Uno per diventare guardiano spaziale (stile Lanterna Verde). Viene subito inviato in missione, e alla fine di questa, alla domanda: "Come ti chiami?" risponde: "Pikappa" solo perchè era scritto nel numero di serie del suo scudo. Trovata terribile. 
E' una serie che si ispira ai comics americani, in particolare a Ultimate della Marvel. Si riprendono personaggi della prima e della seconda serie e si mischiano in un bel minestrone di storie mal assortite, dove trovano posto anche nuovi personaggi.Tre sotto-trame principali: i classici Evroniani, Vulnus Vendor scienziato pazzo, Robolab.
Ma anche questa serie non supera la prova del pubblico: alla lunga personaggi spersonalizzati annoiano, e un Pk che dopo ogni missione deve compilare scartoffie non è più un eroe, ma un impiegato. Rovinato anche il bellissimo personaggio di Uno: da intelligenza artificiale complessa, a "Unità Neuroimitativa Olografica".
Di questa serie sono usciti 32 albi. Poi si sono affrettati a ripubblicare la prima serie: PKNA Reoladed (per non dire 'ristampato').

Pk- Il Mito
Ed eccoci alla nuova edizione 2012.
E' una raccolta cronologica delle tre edizioni precedenti, in totale 36 volumi e ogni volume raccoglierà 3 albi.
3. Pk - Il Mito Le schede
In allegato ci sono anche le schede dei personaggi, che richiamano i 'Pk-Files' della I edizione, la grafica è la stessa, ma cambiano i dati tecnici che sono stati 'uniformati'. I Pk Files variavano a seconda del personaggio, con dettagli sulla sua emotività o sul modo vestire; invece in queste schede le voci descrittive sono le stesse per tutti, ed è stata aggiunta una breve biografia e che tipo di rapporto ha il pg con Pk. Uniformazione apprezzabile dal momento che queste schede fanno parte di un archivo unico ed omogeneo si spera ( un po' meno se si è nostalgici e si pensa ai vecchi Pk Files: molto originali e con voci a volte un po' strambe ma divertenti).
In questo primo volume ci sono le schede di Paperinik - Uno, Zondag - Coolflame, Xadhoom - Evroniani, più due schede 'nuove': una con il personaggio su sfondo bianco, in questo caso Pk e Uno, l'altra con l'Evrongun (l'arma degli Evroniani) disegnata in prospettiva in una facciata e tridimensionale nell'altra.
Il volume contiente i primissimi 3 numero 0: Evroniani, Il Vento nel tempo, Xadhoom. C'è un'introduzione breve in cui si presenta l'edizione e la serie. A fine volume si trovano 30 pagine di 'speciali', informazioni in più su come fu realizzata la prima serie.  Si inizia con il progetto 'Pk' ovvero come Paperinik ha cambiato vita; i personaggi, gli Evroniani con descrizioni e bozze dei supercattivi; il fumetto, come è cambiata l'impaginazione; autori, ovvero Alessandro Sisti racconta molto brevemente ( 5 misere domande) il progetto Pk e il numero 0; progetti, si parla della copertina del numero 0, delle idee e alternative, e del logo molto incisivo; e infine ancora personaggi, dove si parla giustamente delle origini del personaggio di Paperinik.
4. Pk - Il mito  Fronte del volume
Il volume è molto bello materialmente: la carta è buona, è resistente; la copertina è morbida ma spessa con due enormi risvolti di copertina dove ci sono Pk e il Razziatore in una, Pk nell'altra (Fig.1). E' stato scelto il rosso come sfondo del primo volume e in copertina c'è Pk (Fig.4) e ci sarà sempre a vedere le anteprime delle prossime uscite. La rilegatura è stata fatta in brossura (quindi colla), ma la solidità dell'edizione fa sperare che il volume ( o i volumi) durerà molto a lungo.
Nella confezione si trova anche il calssico coupon che ti dà la possibilità di ricevere 5 volumi, le relative 25 schede e il raccoglitore a 39,90€ (+ 2,90€ per costi di spedizione), risparmiando il 20%, quindi pagando ogni volume 7,98 €. E in seguito si avrà la possibilità di ricevere 6 volumi e 30 schede a 48€, un volume a 8€ ( si prendono giusto quei 2 centesimi). Con la possibilità di restituire il prodotto se non gradito entro 10 giorni con rimborso (sempre che arrivi entro i famosi 10 giorni). Il primo volume era in vendita a 1,99€ e se non deciderete di usufruire del coupon pagherete ogni volume 9,99€ (insomma, vi spetta quel centesimo di resto).


Avventurarsi in una nuova serie? Il mio consiglio
Sinceramente io sono molto tentata di prendere questa nuova serie. Perchè l'edizione è fatta bene materialmente ed è anche stata curata quel poco che basta per darle un valore aggiunto: i retroscena, i disegni, le schede sono quelle piccole cose che fanno felice un appassionato. 
Però non credo lo prenderò perchè da brava fan ho già tutte tre le serie e sono troppo affezionata ai miei vecchi albi per metterli in vetrina e non toccarli mai più. Anche perchè una parte importante dell'albo di PKNA è andata persa, non è stata ri-stampata:la cattivissima e divertentissima pk-mail, le spiegazioni finali (quando c'erano), i veri Pk-Files. E poi un'altra parte importante che spero riescano a infilare in qualche volume: le brevi storie finali, incentrate su personaggi secondari, alcune veramente belle, come quella di Lyla Lay e il carcerato. 
Ma se avessi soldi da spendere molto probabilmente prenderei questa serie senza pensarci, anche solo per averla tutta visto che la terza, PIKAPPA,  non l'ho mai finita, senza troppo dispiacere visto che era veramente poco coinvolgente. 
A chi non ha mai letto niente di Pk invece consiglio questa serie se conosce un minimo il mondo Disney del fumetto. Anche se non lo si conosce si può apprezzare, però non si colgono le sottili differenze tra Paperinik e Pk.  La consiglio sopratutto perchè è una serie fatta bene, il successo del pubblico non è stato immeritato: i personaggi nuovi creati, amici e nemici, hanno carattere, sogni, difetti, sentimenti, sono vivi. Non sono storie prevedibili: vedasi la storia di Xadhoom nei numeri 35-36 e nel 37 "Sotto un nuovo sole", o il divertentissimo n.15 "Motore/Azione". Sono i personaggi che fanno la storia e non viceversa: ognuno di loro vive la sua avventura, che è unica, e nessuno di loro è usato ai fini della storia. Ed è anche il motivo per cui gran parte delle colonne portanti di PKNA non ci sono più nella 2^ e 3^ serie. 
Consiglio di prendere questa nuova edizione anche perchè i Pk sono usciti ormai da tempo ed è difficile trovarli tutti. Se li volete dovrete passare bancarelle su bancarelle, fumetteria e fumetteria, ma non troverete mai ogni numero ( guardo sempre perchè m'interessa sapere quali siano i numeri  in circolazione). 
Come avrete capito, spingo all'acquisto sopratutto per via della prima serie. La seconda merita di essere letta solo per vedere un Pk più papero e meno supereroe, e per la storia di Everett Ducklair. La terza per me non merita affatto: a parte qualche numero bello ( n.5: Robit), gli altri sono il peggior stereotipo di fumetto che si possa pensare: mostri, alieni, super eroi da tutte le parti. A leggerla ho avuto un senso di fastidio: ci si è rifugiati nella storia facile, per acchiappare il pubblico facile dei ragazzini, dimenticandosi che il pubblico di PKNA era più ampio e apprezzava l'idea di quel nuovo Paperinik. Ma forse questo è dipeso anche dalle vicende interne alla Disney stessa: cambiamenti di cui hanno fatto spese oltre che Pk anche un'altra serie ben avviata come Witch. Questa però è un'altra storia.
Detto questo, spero che darete una possibilità a Pk.

mercoledì 8 febbraio 2012

Gli Inquilini di Bernard Malamud: degenerazione e ossessione dello scrivere

Harry Lesser è uno scrittore. Ha scritto un libro bello, uno brutto e ora sta scrivendo il terzo libro. Da dieci anni.
E' anche l'ultimo inquilino di un condominio che sta per essere abbattuto, o così vorrebbe il proprietario, ma Harry non se ne vuol andare e non se ne andrà:  ha iniziato a scrivere lì il libro e lì lo finirà.
La sua routine viene interrotta quando incontra Willie Spearmit, scrittore in erba, al suo primo romanzo, inquilino abusivo del palazzo, afroamericano. Fra i due nasce un forte legame, sono scrittori entrambi ma sono troppo diversi per andare d'accordo: Harry è ebreo, serio, riservato, bianco. Willie è azione, con un'indole violenta, convinto che ci sarà la rivoluzione dei negri. E infine c'è anche Irene, ragazza di Willie, bianca, infelice. 
E sullo sfondo i condomini vicini che crollano, abbattuti per far posto a nuovi palazzi, e l'unico che ancora resiste è quello di Harry.

Un parere
"Un libro da odiare o da amare; una lettura da cui si esce arrabbiati, combattuti- e vivi."
Aleksander Hemon, sulla quarta di copertina

Quando ho finito di leggere questo libro non ero né arrabbiata né combattuta, forse un po' spaventata ( quando ti immedesimi in un libro...).
E’ un bel libro, una bella storia, due scrittori ossessionati dalla scrittura: sono due diversi punti di vista su come si debba scrivere. Scrivere seguendo il proprio istinto, il proprio flusso di coscienza, il nostro mondo interiore, senza curarsi della forma o scrivere dando alla tua immaginazione una forma “ordinata”, trovando le parole giuste, legare le scene una all’altra in modo esemplare?
E’ la storia di Willie e Harry. Non sono due personaggi per cui provare simpatia, non hanno grandi qualità, anzi, l’unica qualità che hanno entrambi è la loro caparbietà, la costanza di un proposito che degenera in ossessione.
Devo dire che ero certamente delusa per almeno la prima metà del libro: perché la storia è piatta e i due protagonisti sono poveri umanamente. Non sono simpatici, anzi, più di una volta ho provato un senso di fastidio nel leggere quanta pusillanimità c’è in Harry, troppo pauroso, troppo indeciso, troppo testardo a volte, come la sua fissazione per il condominio: qualunque cifra gli offrisse il povero Levenspiel lui non cambiava idea, lì sarebbe rimasto fino alla fine del libro (in un palazzo dove abita solo lui). Malamud ha creato un protagonista che non si ama, che non si incoraggia mentalmente, che fa sperare di non diventar come lui, e di cui si può salvare solo la sua passione per la scrittura, l’unico mondo che conosce. E l’altro personaggio, Willie, la stessa cosa: nessun tifo anche per lui. Willie è un negro, ma non di quelli ‘bravi’ a cui ci ha abituati certa letteratura buonista. E’ un mix di attivismo e violenza, un razzista ‘al contrario’, odia i bianchi, spera che i negri facciano la rivoluzione perchè sono superiori, i bianchi non li capiscono e non li possono capire in quanto bianchi. Ama alla follia la sua negritudine. Di quel tipo di amore che ti fa diventare stupido, e infatti per me lo è. Mai una volta si sforza di capire chi ha davanti a lui ( come fa Irene a starci assieme?), per lui tutto è ironicamente bianco o nero, o con me o contro di me. E’ orgoglioso, testardo, violento. Ma ama scrivere: riversa la sua rabbia nel suo primo libro, che sta scrivendo quando incontra Harry l’ebreo, il bianco, il senzapalle.
Per nessuno dei due provi simpatia, però ti affascina, ti cattura la loro passione/ossessione per la scrittura, che un giorno potrebbe essere la tua: quanto puoi scrivere prima di impazzire?
Hemon dice che tra i due si instaura una rivalità letteraria. Per me non è proprio così: tra Willie e Harry nasce lo scontro a causa di Willie e del suo indomabile carattere prima, e poi per il corso degli eventi. Avrebbero potuto essere amici se le cose fossero andate diversamente? No. Harry è infastidito da Willie, lo distrae dal suo libro, l’unica cosa che conti per lui; non vuole consigliarlo perchè ha paura della sua reazione nel caso abbia scritto male, ma lo fa perchè ha paura di dirgli che non lo vuole fare; vorrebbe pensare solo a se stesso. E Willie verso Harry all’inizio è amichevole a modo suo, non gli sputa in faccia solo perchè è uno scrittore con ben due libri alle spalle, potrebbe pensare di accettare dei consigli; ma i loro due modi di scrivere cozzano fin da subito, Harry è convinto del suo modo di scrivere, Willie non vuole cambiare quello che è.
Tra i due si instaura uno strano rapporto, che degenera nel corso della storia. La vita reale li fa scontrare più che mai, e quell’equilibrio precario si spezza, lasciando l’odio, nella parte finale.
E la parte finale per me è proprio la più bella, quella che volevo leggere inconsapevolmente. Le vite di Harry e Willie si sono ingarbugliate, ma ci pensato loro ad azzerare ognuno la propria. Vediamo due scrittori, che si odiano, che non si guardano, ossessionati l’uno dell’altro, da quello che scrivono. Non sono invidiosi l’uno dell’altro, ma sono curiosi di sapere come stia andando l’altro, vogliono sapere le parole dell’altro,  anche se forse le sanno già. Guardando l’altro è come se si specchiassero.

Consiglierei questo libro a chi ama scrivere, non per spaventarlo, ma per dare uno sguardo diverso all’atto della scrittura: scrivere è dedizione (Harry), scrivere è immaginare sempre (si vede anche nel modo di scrivere di Malamud, inaspettatamente), scrivere è riuscire a convogliare tutte le nostre idee in parole, in forma concreta e comprensibile. Riuscire a trasmettere le nostre emozioni agli altri usando la forma migliore.
Scrivere è sperare di non incontrare mai un Willie sulla nostra strada.
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